Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
LA STRUTTURA DELLE PAROLE: LA MORFOLOGIA E IL LESSICO - Coggle Diagram
LA STRUTTURA DELLE PAROLE: LA MORFOLOGIA E IL LESSICO
PAROLA (1)
numerose proposte definitorie per la "parola"
fonologica
forma che abbia autonomia dal punto di vista fonologico
punti deboli: non tutte le parole ortografiche corrispondono a parole fonologiche
morfosintattica
deve rispettare tre criteri
coesione interna
non può essere interrotta con l'inserzione di altro materiale linguistico (gat-il-to)
mobilità
le parole possono muoversi all'interno della frase
isolabilità una parola
può essere utilizzata da sola, può costituire un enunciato in isolamento
ortografica
unità che è compresa tra due spazi bianchi di un testo scritto
punti deboli: non è applicabile alle lingue senza tradizione scrittoria, non tutte le scritture utilizzano la spaziatura grafica delle parole
le diverse nozioni di parola in italiano possono non coincidere ( tipo "le" è una parola ortografica ma non fonologica e "luna di miele" è una parola morfosintattica ma non ortografica o fonologica)
IL MORFEMA
associamo un significato non solo alle parole nel loro complesso, ma anche parti di esse
siamo in grado di attribuire una funzione/ significato a una parte della parola
le parti sono esempi di morfemi
la più piccola unità linguistica dotata di significato
associazione minima di un significante e di un significato
esistono sia parole plurimorfemiche come (reaffred-dorizzazione) ma anche gatto (composto da due morfemi, o parole monomorfemiche (bar)
HOCKETT non è daccordo. distinzione tra morfo e morfema
morfo: associazione minima di significato e significante, morfema: unità astratta che corrisponde a una o più unita concrete (morfi/allomorfi) che condivisono uno stesso significato
non esclude che un singolo morfo possa essere portatore di più significati
ad esempio: -o indica sia il genere maschile che il numero singolare.
sono detti MORFI CUMULATIVI
ALLOMORFIA
diversi allomorfi (forme concrete) sono in distribuzione complementare
CATEGORIE
LESSICALI
anche detti "lessemi"
veicolano il significato generale di una parola
GRAMMATICALI
significati di natura relazionale, grammaticale come il numero o il genere negli aggettivi, o il tempo e il modo nei verbi
FLESSIVI
numero, genere, tempo, ecc.
non cambiano la categoria della parola
DERIVAZIONALI
formare parole nuove a partire da parole esistenti
possono cambiare la categoria lessicale della parola a cui si aggiungono
possiamo avere dei "buchi" arbitrari nell'uso della derivazione
non tutte le parole derivabili che potrebbero esistere sono effettivamente attestate
RADICI E AFFISSI
le parole piene contengono almeno un morfema lessicale che non può essere ulteriormente scomposto che viene detto radice, gli affissi invece sono tutti i morfemi grammaticali legati che si combinano con la radice nella formazione delle parole
quattro tipi di affissi: prefissi (prima della radice) , suffissi (dopo la radice), infissi (dentro la radice), circonfissi (prima e dopo la radice)
LIBERI O LEGATI
Morfema libero =parola morfosintattica, Morfemi legati= costituenti necessari per formare la parole multimorfemiche
FLESSIONE E CATEGORIE GRAMMATICALI
Anche due lingue che possiedono la stessa categoria non hanno sempre gli stessi valori (ad esempio italiano e tedesco hanno entrambi la categoria di genere ma il tedesco aggiunge il neutro)
GENERE GRAMMATICALE
Non corrisponde necessariamente al genere biologico
arbitrarietà dell'assegnazione del genere grammaticale
diversi sistemi di assegnazione di genere
base puramente semantica o base formale
NUMERO
Un numero variabile di distinzioni tra singolare e plurale
alcune lingue dividono il plurale: tra duale e triale oppure paucale (plurale minore), plurale maggiore, numero generale.
esitono lingue in cui il numero viene marcato anche sugli eventi
CASO
riguarda la funzione sintattica di un elemento in una frase (es: latino, con genitivo dativo ecc,)
L'italiano conserva solo un numero esiguo di forme distinte per caso (tu, nominativo vs te accusativo vs gli, dativo)
esistono anche lingue che marcano il caso con parole funzione, come le proposizioni di caso del giapponese
non è sempre possibile isolare degli affissi che marcano il caso
i sistemi di caso variano per tipo e numero di distinzioni: casi nucleari (indicano la posizione sintattica dei costituenti che chiameremmo "soggetto" e "oggetto"), casi periferici (al cui interno troviamo i casi spaziali, che servono appunto ad indicare relazioni spaziali)
TEMPO, ASPETTO E MODO (TAM)
servono tutte a inquadrare l'evento da diversi punti di vista
vengono raggruppate insieme anche perchè risulta difficile distinguere con chiarezza la loro espressione
possono essere veicolate anche con mezzi lessicali (forse è andato al cinema)
in italiano la codifica dell'aspetto è generalmente cumulata con il tempo, ed è affidata alla morfologia verbale
la modalità: epistemica (valutazione del parlante sulla verità dell'enunciato), deontica (valutazione circa la possibilità, permesso o obbligo rispetto all'evento descritto dall'enunciato), dinamica (valutazione sull'abilità o disposizione dell'individuo rispetto all'evento)
FORMAZIONE DI PAROLA: DERIVAZIONE E COMPOSIZIONE
La derivazione non è l'unico mezzo a disposizione dei parlanti per creare una parola nuova a partire da parole/ morfemi lessicali esistenti
COMPOSIZIONE: unione di due parole intese come forme libere (parole morfosintattiche)
asciugacapelli e temperamatite
IL CONFINE TRA COMPOSTI E DERIVATI PUO' ESSERE PROBLEMATICO
diversi prefissi sono identici a parole autonome (contro-, sotto-) forme di questo tipo sono state anche analizzate come costituenti della composizione e non come prefissi
queste forme con stato ambiguo sono dette "pseudoaffissi" o "affissoidi"
DIFFERENZE: derivazione (morfemi lessicali e derivazionali) composizione (solo morfemi lessicali)
LA DERIVAZIONE: anche servire solo a modificare la categoria lessicale della base. Il significato può essere simile a quello di un morfema lessicale, ma anche di natura diversa
featural derivation (assomiglia alla flessione), functional derivation e transposition (hanno in comune l'attribuzione di una parte del discorso), expressive derivation (si distiguono per il fatto di non modificare generalmente la categoria lessicale della base, è stata considerata anche un dominio distinto tra derivazione e flessione.
PAROLE POLIREMATICHE
elementi lessicali formati da più di una parola, che hanno una particolare coesione strutturale e semantica interna e possono appartenere a varie categorie lessicali
carta di credito (nome), acqua e sapone (aggettivo), dare una mano (verbo)
si differenziano dai composti perchè possono contenere elementi di raccordo tra i costituenti e hanno un maggior grado di separabilità tra gli elementi (anche se non sempre è così, come con "anima gemella" che è molto simile a "cassaforte")
SOLUZIONE PROPOSTA: vedere le due categorie come un continuum, oppure dargli l'etichetta di "composti larghi"
COMPOSTI
Sono generalmente classificati sulla base del rapporto che esiste tra i loro costituenti, e tra essi e il significato della parola nel suo complesso
individuazione della testa
in cassaforte (cassa), pesce spada (pesce), i primi due sono detti composti "endocentrici" perchè può essere individuata una testa.
apribottiglie (esocentrico, non può essere individuata una testa)
CLASSIFICAZIONE DEI COMPOSTI
subordinativi
un costituente che è complemento dell'altro ( "apribottiglie", apri cosa? le bottiglie)
relazione di coordinazione
come attore-cantante
attributivi/ appositivi
uno dei costituenti modifica l'altro
composti neoclassici
costruite di forme legate (perlopiù) di origine greca e latina
per via della loro "internazionalità" posseggono un sgnificato stabile e una forma diversa nelle varie lingue ma il loro significato è sempre riconoscibile (biometrics, biometria, biometrie ecc.)
ALTRI PROCESSI MORFOLOGICI
PARASINTESI
aggiunta simultanea di un prefisso e di un suffisso a una base (im-past-are). SI riferisce principalmetne alla formazione di verbi da nomi e aggettivi nelle lingue romanze.
I verbi parasintetici hanno tipicamente la funzione di indicare un cambiamento di stato
DI ACCORCIAMENTO
eliminazione della parte finale, iniziale o centrale
CLIPPED COMPOUNDS
uso di almeno una forma di abbreviazione in cui viene conservata la parte iniziale della parola: esempio (MinCulPop, ministero culturale, popolare)
PAROLE MACEDONIA
Costituite dalla parte iniziale di una parola e dalla parte finale di un altra ("smog", "motel")
ACRONIMI
due categorie: 1) le forme che sono trattate come parole normali (laser) e le forme per cui vengono utilizzati i nomi delle lettere (PD, Partito Democratico)
RETROFORMAZIONE
Prevede la cancellazione di un altro processo morfologico ( "videoregistrazione" che è comparsa come parola prima di "videoregistrare")
REDUPLICAZIONE
Ripetizione di una parola, di una radice o di parte di una parola/radice
LESSICO
insieme delle parole di una lingua
la "lessicologia" è lo studio del lessico da tutti i punti di vista
la "lessicografia" è lo studio della "modalità di costruzione dei dizionari e della loro storia"
parole provenienti da altre lingue sono frequentemente assorbite nel lessico
sono raggruppate sulla bse del significato e/o della loro forma. Nella nostra mente ogni parola rappresenta un nodo di una rete connesso ad altri noti per vicinanza fonologica, semantica o ortografica
il nucleo centrale del lessico di una lingua è detto "patrimoniale". Per l'italiano è il latino. Anche se non tutte le parole di origine latina sono patrimoniali, esistono anche quelle di "tradizione dotta" entrate in italiano in epoche successive