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TRATTAMENTO DEI DISTURBI NEVROTICI; DOC- DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO -…
TRATTAMENTO DEI DISTURBI NEVROTICI; DOC- DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO
Fino a qualche decennio fa, le linee guida internazionali si concentravano principalmente su un intervento farmacologico
Oggi, tuttavia, l'orientamento prevalente promuove l'integrazione di terapie farmacologiche e psicoterapiche
permettendo così di affrontare simultaneamente i diversi fattori che contribuiscono al disturbo
Ansiolitici:
Si tratta di sostanze chimiche complesse, la cui struttura è simile a quella dei neurotrasmettitori
infatti, anch'esse si legano ai recettori presenti sulle superfici sinaptiche. Tra queste sostanze troviamo:
benzodiazepine, neurosteroidi, etanolo e barbiturici.
Antagonismo:
Queste sostanze occupano il recettore di un neurotrasmettitore e ne "bloccano" l’azione
Agonismo:
Esse si legano a un recettore e producono effetti simili a quelli dei neurotrasmettitori specifici
Terapie cognitivo-comportamentali:
Insieme alla terapia farmacologica, spesso si associano terapie cognitivo-comportamentali che mirano a
correggere pensieri e comportamenti disadattivi e disfunzionali legati al disturbo. Questo obiettivo viene raggiunto attraverso la
la creazione di una relazione terapeutica e l'impiego di diverse tecniche cognitive, come l'addestramento
all'autosservazione, la ristrutturazione cognitiva e gli interventi sulla componente immaginativa ed emotiva associata all'ansia
L'integrazione di tecniche cognitive e training comportamentali sembra risultare più efficace rispetto all'uso di una sola tecnica
A tal proposito, possiamo citare alcune tecniche che si sono dimostrate efficaci:
Tecniche comportamentali:
L'insegnamento di tecniche finalizzate a prevenire l'iperventilazione e
a promuovere il rilassamento muscolare si è rivelato particolarmente utile nel trattamento del disturbo di panico
del Disturbo d'Ansia Generalizzata (DAG) e del Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD)
Fobia sociale:
L'intervento per la fobia sociale è incentrato sull'utilizzo di tecniche di training
delle abilità sociali, che possono includere role playing e videoregistrazione
Fobie specifiche:
L'approccio alle fobie specifiche prevede principalmente l'uso di tecniche di esposizione
a stimoli specifici, che possono essere apprese rapidamente e rendono quindi questa condizione facilmente trattabile
Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è contraddistinto dalla presenza di ossessioni o compulsioni, che ilsoggetto
percepisce come assurde e incongrue, ma dalle quali non riesce a liberarsi. Questi sintomi comportano
comportano una significativa interferenza con il funzionamento quotidiano, lavorativo e sociale. Lo stato emotivo predominante
è caratterizzato da un'ansia marcata, che viene alleviata solo quando il soggetto si abbandona alle compulsioni.
Le ossessioni si manifestano come una serie di pensieri o immagini intrusive che si intromettono nella mente
del soggetto, il quale le vive come persistenti, involontarie, inappropriate ed egodistoniche. Le compulsioni, invece
consistono in comportamenti o pensieri ripetitivi ( es, conti mentali) il cui scopo è ridurre l’ansia associata a un evento
o a una situazione temuta, utilizzando modalità non realistiche ed eccessive. La caratteristica essenziale
del DOC è che le ossessioni o le compulsioni sono così gravi da occupare il soggetto per una parte significativa
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Ipotesi eziopatogenetiche:
Fattori Biologici: Studi familiari e ricerche su coppie di gemelli hanno evidenziato una significativa
componente genetica nel disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). In particolare, il tasso di concordanza per il DOC
è maggiore nelle coppie di gemelli monozigoti rispetto a quelle dizigoti. Una delle teorie neurobiologiche più accreditate
associa il DOC a disfunzioni in aree corticali e sottocorticali che compongono il nucleo cortico-striato-talamo-corticale.
Studi di imaging hanno rivelato anomalie anatomiche nella corteccia orbitofrontale, nel cingolo anteriore e nello striato
nei soggetti affetti da DOC. Inoltre, dati ottenuti tramite tecniche di brain imaging funzionale hanno mostrato
un’aumentata attività metabolica in queste stesse aree. È stata quindi formulata l'ipotesi che i comportamenti ripetitivi tipici
del disturbo siano il risultato di un'alterazione funzionale del nucleo caudato, un'importante area per la memorizzazione di
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Criteri diagnostici:
A. Presenza di ossessioni, compulsioni, o entrambe:
Ossessioni
sono definite da 1) e 2):
1 Pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti in qualche momento durante il disturbo
come intrusivi e indesiderati, che nella maggior parte degli individui causano ansia o disagio marcati
2 Il soggetto tenta di ignorare o sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di
neutralizzarli con altri pensieri o azioni (cioè, attuando una compulsione)
Compulsioni
sono definite da 1) e 2):
1 Comportamenti ripetitivi (lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (pregare, contare, ripetere parole mentalmente)
che il soggetto si sente obbligato a mettere in atto in risposta a un'ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente
2 I comportamenti o le azioni mentali sono finalizzati a prevenire o ridurre l’ansia o il disagio, o a prevenire
eventi o situazioni temuti; tuttavia, questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico
a ciò che sono destinati a neutralizzare o prevenire, oppure risultano chiaramente eccessivi
Nota: I bambini piccoli possono non essere in grado di articolare le ragioni di questi comportamenti o azioni mentali
B. Le ossessioni o le compulsioni richiedono un tempo significativo (es, più di un’ora al giorno) o causano disagio
clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti