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Le circoscrizioni ecclesiastiche - Coggle Diagram
Le circoscrizioni ecclesiastiche
Nella seconda metà del VII secolo l’
organizzazione diocesana appare più ordinata rispetto al periodo precedente
Questo nuovo modo di
ordinare le sedi (per zone, regioni, aree geografiche) assomiglia molto al modo tipico bizantino di fare le liste, chiamato taxis (parola greca che significa ordine gerarchico-territoriale)
La struttura territoriale del sinodo romano del 680:
seguono un ordine geografico ampio e coerente:
3. Italia centro‑meridionale longobarda
4. della Sicilia
2. poi quelle della Calabria, dei Bruttii
5. le sedi dell’Italia centro‑settentrionale longobarda, dell’Histria, della Pentapoli, della Tuscia bizantina
1. dopo Roma e Ostia compaiono le sedi della Campania
6. infine quelle della Romagna e dell’Emilia
Dal sinodo emerge che:
Aquileia (Grado) è primaziale per le diocesi veneto‑istriane
la Pentapoli potrebbe dipendere da Ravenna o da Roma
Milano appare a capo delle sedi lombarde, liguri, piemontesi e toscane
la Sicilia è sotto Roma, con Siracusa come sede del vicariato apostolico
Ravenna aveva autorità su tutte le diocesi dell’attuale Emilia‑Romagna
la Sardegna, pur assente nella lista del 680, aveva nel VI secolo una rete stabile di episcopati (Cagliari, Turris Libisonis, Forum Traiani, Sulcis)
Nel corso dell'
VIII secolo
, avvenne un
cambiamento
:
Costantino V (752‑757) sottrasse a Roma la Sicilia, la Calabria e forse l’Illirico
I
papi
, da
Adriano I a Nicola I
,
reclamarono a lungo la restituzione di questi territori e dei loro patrimoni, senza ottenere risultati
Solo in età normanna Sicilia e Calabria tornarono sotto l’autorità romana
Nonostante la sottrazione,
Bisanzio continuò a esercitare una certa influenza sull’episcopato di Napoli e forse su quello di Cagliari
,
che però rimasero
formalmente fedeli a Roma
Le modalità con cui
Calabria e Sicilia furono integrate nel patriarcato di Costantinopoli sono poco chiare
;
la principale fonte amministrativa per questa fase sono le
Notitiae episcopatuum
, gli
elenchi ufficiali delle sedi dipendenti dal patriarca di Costantinopoli
ma sono
anche fonti problematiche perché
:
1. raccolgono materiali diversi tra loro
2. sono difficili da datare
3. nelle versioni più antiche mescolano elementi civili ed ecclesiastici
4. conservano spesso strutture superate
La
Notitia n. 3 (787‑865) è la prima a elencare
in modo sistematico le
sedi della Sicilia e della Calabria
Nella lista, alla
Sicilia
, sono ascritti i seguenti episcopati:
Siracusa (metropoli), Leontini, Taormina, Messina, Tindari, Lipari, Cefalu, Thermae (Termini Imerese), Palermo, Carini, Lilibeo, Triocala (Caltabellotta), Malta
Catania non compare
perché,
tra metà VIII secolo e il concilio dell’869‑870, era stata elevata ad arcivescovato
Alla
Calabria,
sono invece ascritte le seguenti sedi:
Reggio (metropoli), S. Ciriaca, Squillace, Crotone, Amantea, Thurii (forse passata a Rossano), Bivona (Vibo Valentia), Nico tera, Tauriana
Gli atti del
concilio Niceno II (787)
mostrano la
presenza dei vescovi di
:
Cagliari (Sardegna), Reggio, Catania, Taormina, Messina, Palermo, Bivona, Leontini, Tauriana, Santa Ciriaca, Crotone, Carini, Triocala, Lilibeo, Tropea, Nicotera, Siracusa
La presenza della
Sardegna nella Notitia 3 non indica un passaggio dell’isola a Costantinopoli
:
la fonte è semplicemente la
lista dei partecipanti al concilio
Tra metà VIII e metà IX secolo
, in
Puglia
solo Otranto rimane sotto controllo bizantino e finisce per gravitare (girare) verso il patriarcato di Costantinopoli
La
geografia ecclesiastica
dell’
Italia bizantina
è segnata da
due dinamiche contrarie
:
1. Avanzata musulmana in Sicilia
La parte occidentale perde presto la sua rete diocesana
La parte orientale resiste più a lungo
All’869‑870 solo quattro vescovi siciliani partecipano al concilio di Costantinopoli
Dopo la caduta di Siracusa e Taormina, l’amministrazione dei beni ecclesiastici siciliani potrebbe essere stata affidata al vescovo di Reggio, che nel 1037 si intitola “metropolita di Reggio e della Sicilia”
2. Riconquista bizantina in Calabria e Puglia
Le vittorie bizantine portano a una riorganizzazione della rete episcopale
La Notitia 7 (inizio X secolo) riflette questa nuova situazione
Il
rifondato episcopato Santa Severina
diventa
metropoli, con suffraganei Umbriatico, Cerenzia, Isola Capo Rizzuto, Gallipoli (e Paleokastron nella Notitia 10)
Otranto viene elevata ad arcivescovato
Reggio amplia la sua giurisdizione su Bivona, Tauriana, Locri, Rossano, Squillace, Tropea, Amantea, Crotone, Cosenza, Nicotera, Bisignano, Neocastro
Tra
968 e 983
venero aggiunti
episcopati di Cassano, Malvito, Marsico e Martirano
L’espansione bizantina crea una forte contiguità (vicinanza) tra diocesi greche e latine
Questa contiguità diventa
sovrapposizione quando
:
1. nel 983 papa Benedetto VII eleva Salerno a metropoli, assegnandole Paestum, Conza, Nola, Cosenza, Bisignano, Malvito, Acerenza
2. nel 1058, quando Stefano IX aggiunge Martirano e Marsico
Roma usa Salerno
per
contrastare l’influenza di Costantinopoli nell’Italia meridionale
.
Tuttavia,
finché le sedi restano sotto controllo bizantino, la giurisdizione latina rimane solo teorica
In
Longobardia
si verificò una
situazione opposta
, dal momento che nella
prima metà del X secolo
solo le sedi di Otranto e Gallipoli appartenevano all'area giurisdizionale del patriarcato di Costantinopoli
Qui, Le d
ue città più importanti erano Bari e Taranto, che avevano i vescovi latini
in questo contesto,
la coabitazione tra clero greco e clero latino, tra grecofoni e latinofoni
,
nella grandissima maggioranza dei casi
non portò a tensioni о a fenomeni di discriminazione religiosa tra i primi e i secondi
La competizione tra
la chiesa di Costantinopoli e quella di Roma
fu piuttosto puntata sul
piano amministrativo, attraverso la ridefinizione dello stato di determinate diocesi
Così nel
968
, il
patriarca Polieucto concede di diventare Otranto una metropoli, prima arcivescovato autocefalo
,
con autorizzazione a
consacrare vescovi ad Acerenza, Gravina, Matera, Tricarico e Tursi (ma molte sedi sono attestate solo più tardi)
Con la
conquista normanna (1059 Reggio, 1071 Bari)
,
la rete diocesana bizantina
non viene distrutta, ma gradualmente “latinizzata”
:
1. il clero greco viene sostituito da quello latino
2. le sedi rimangono però in gran parte le stesse
Anche
dove la liturgia greca sopravvive a lungo (Santa Severina, Oppido, Gerace)
,
alla
fine dell’XI secolo
tutte queste diocesi
sono ormai sotto l’obbedienza del papa di Roma