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Le circoscrizioni ecclesiastiche - Coggle Diagram
Le circoscrizioni ecclesiastiche
Tra
IV e V secolo
non esiste un
progetto amministrativo preciso che faccia coincidere le circoscrizioni ecclesiastiche con quelle civili
Questo perché:
1. le province civili erano cambiate più volte
2. la Chiesa stava crescendo rapidamente dopo Teodosio e aveva bisogno di una propria organizzazione funzionale
Quindi
la Chiesa non può basarsi su una struttura amministrativa stabile
e deve costruire una
propria organizzazione territoriale
Per strutturarsi
, la Chiesa utilizza il
modello amministrativo più solido e riconoscibile
:
quello romano, fondato sulla città come centro direttivo
La città diventa così anche il fulcro della diocesi
, e
il vescovo
assume un ruolo di
guida sul territorio urbano e rurale
L’applicazione del
modello urbano non è uniforme
, perché le condizioni locali
sono molto diverse
Nelle
regioni orientali,
dove le campagne sono densamente popolate e le città controllano territori vasti,
compaiono i vescovi rurali
(
"chôrepiscopoi"
)
In Occidente,
dove
il popolamento è più scarso, questa figura rimane in secondo piano
L’organizzazione ecclesiastica si modella quindi
sulle esigenze reali delle comunità
La
struttura ecclesiastica non dipende solo dal territorio
,
perché il prestigio delle sedi
cresce soprattutto dove è presente il potere imperiale
Le città che ospitano l’imperatore o i suoi rappresentanti diventano centri ecclesiastici più influenti
,
e il
ruolo del vescovo si rafforza parallelamente
Il
concilio di Nicea del 325,
aveva previsto che
il metropolita (
"mētropolis"
) fosse il vescovo della città principale della provincia
,
ma in Italia nella prima metà del IV secolo, questo schema fu largamente ignorato,
dando così
vantaggio alle prerogative (caratteristiche) della chiesa di Roma
Ma a partire dal
pontificato di Ambrogio (374-397) Milano estese la propria giurisdizione
su una
vasta area dell'Italia annonaria
, mentre quella di
Roma
restò sostanzialmente limitata alle chiese dell'Italia suburbicaria
Nel corso del
V secolo
, nell'
Italia settentrionale
incominciarono ad assumere peso
la chiesa di Aquileia, come metropoli della
Veneţia e Histria
e, soprattutto, l
a chiesa di Ravenna, centro che dal 402 divenne la sede degli imperatori della
"pars Occidentis"
(parte Occidentale)
In teoria i
confini degli episcopati
seguono il
"territorium civitatis"
(territorio civile:espressione che indica il territorio amministrato da una città, quindi una giurisdizione civile piuttosto che religiosa o militare)
, ma nella pratica tra
V e VI secolo
molte chiese rurali sono oggetto di contesa
I
papi, da Gelasio I a Gregorio I
, risolvono le dispute (
i litigi
)
basandosi sul sacerdote che celebra nella chiesa
e
sulla consuetudine della comunità verso un determinato vescovo
L’
appartenenza
infine,
non dipende più dai confini civili antichi
Questo ordinamento ecclesiastico fa si che,
si distacchi definitivamente da quello amministrativo
Dal
568 le invasioni longobarde provocano abbandoni, distruzioni e spostamenti di sedi
Alcune diocesi
non vengono più ricostituite, come Fondi o Tres Tabernae
Milano trasferisce la propria sede a Genova, Aquileia si sposta a Grado
,
e
molte regioni perdono temporaneamente il proprio vescovo
La controversia
(contrasto) dei Tre Capitoli
(l’imperatore condanna tre gruppi di scritti per piacere ai monofisiti (cristiani che sostenevano che in Gesù Cristo esistesse una sola natura, quella divina, assorbendo quella umana)
.
Alcune Chiese occidentali non accettano questa condanna perché temono di tradire Calcedonia.
Si staccano da Roma: nasce lo scisma dei Tre Capitoli) divide la sede aquileiese in due centri
:
1. Grado, fedele a Bisanzio
2. Forum Iulii (Cividale), sostenuto dai Longobardi
Le
sedi istriane riconoscono Grado
, mentre
quelle in territorio longobardo seguono Forum Iulii
La
provincia ecclesiastica
della
"Venetia e Histria"
si
frammenta
, confermando la
separazione tra organizzazione ecclesiastica e struttura civile
L’arrivo dei
Longobardi
aveva
già compromesso la stabilità degli episcopati italiani,
e questa
disarticolazione
si rifletté direttamente sulla
capacità dei vescovi di svolgere le loro funzioni pastorali
sia nei centri urbani, dove alcuni dei quali rimasero temporaneamente privi di clero
sia nelle campagne, dove la presenza episcopale si indebolì ulteriormente
La diminuzione del controllo cittadino favorì una crescente autonomia delle chiese rurali,
che iniziarono così
a gestire la cura d’anime (cura delle persone) in modo più indipendente
Questa autonomia crescente portò, agli
inizi dell’VIII secolo
, alla
formazione nelle campagne
della
Tuscia
(
Toscana
):
aree rurali affidate stabilmente ad un prete responsabile della cura nelle persone
La struttura si consolidò progressivamente e, dalla seconda metà dell’VIII secolo, le fonti iniziarono a chiamare queste circoscrizioni
plebes
,
Dal IX secolo
il modello si diffuse anche nelle
Marche, in Umbria, negli Abruzzi, in Emilia e nel Veneto
,
segnando una
trasformazione profonda dell’organizzazione ecclesiastica rurale
Parallelamente
, la posizione della
Chiesa di Ravenna continuò a rafforzarsi
,
Il suo prestigio
crebbe con Giustiniano e soprattutto sotto l’imperatore Maurizio
Il rapporto diretto tra
il vescovo ravennate e il rappresentante supremo del potere bizantino in Italia riproponeva, in forma locale
,
l’ideale bizantino tra autorità religiosa e imperiale
Questo legame
garantì ai successori di Apollinare una serie di benefici e prerogative
666
, l'
imperatore Costante II
concesse all’
arcivescovo Mauro l
’
autocefalia
, cioè
l’indipendenza giurisdizionale da Roma
Il primate ravennate
(l'arcivescovo Mauro) non sarebbe più stato consacrato dal papa, ma da tre vescovi suffraganei della sua provincia
Tutto questo comportò, che
Roma reagì con decisione e si aprì uno scisma tra le due chiese, che si ricompose solo tra il 677 e il 688 sotto il pontificato di Teodoro