Visione del mondo
Nucleo centralle della volontà di Schopenhauer--> ''Il mondo come volontà e rappresentazione'', la cui divisione interna consente di rilevare immediatamente il riferimento al criticismo kantiano, laddove il rapporto io-mondo è considerato nella duplice valenza dell'atto di conoscenza e di volontà di vivere.
Secondo Schopenhauer il mondo è rappresentazione soggettiva di un oggetto, tutto ciò che esiste per la conoscenza è soltanto oggetto in rapporto al soggetto, quindi rappresentazione.
Mentre per Kant il fenomeno è realtà ed è l'unica realtà accessibile alla conoscenza umana, il noumeno è il limite di questa conoscenza. Per Schopenhauer invece il soggetto conosce i vari fenomeni che appaiono sul piano delle categorie di spazio e tempo, ma ciò che il soggetto crede di vedere non è la vera realtà, perchè essa è celata dal cosiddetto velo di Maya che si pone come diaframma tra soggetto e mondo delle idee.
Quindi il fenomeno per Schopenhauer è apparenza, illusione e sogno. La vera realtà si può trovare lacerando il velo di Maya per trovare il noumeno che è la realtà che si nasconde dietro l'apparenza. Schopenhauer ha così scoperto la via d'accesso al noumeno che Kant dichiarava irraggiungibile. Questa via è la volontà infinita che però è essenzialmente infelicità e dolore. Egli considera la volontà come una forza originaria sempre identica a sè stessa, una volontà di vivere che si manifesta come un'energia razionale, un'istinto cieco che muove tutto il mondo.
- L'uomo, nel momento in cui coglie la realtà, deve sapere andare oltre con gli occhi dell'anima per evitare di lasciarsi ingannare dallo scorrere del divenire della natura (seguace di Platone)