Moretto da Brescia (Alessandro Bonvicino), maestro attento al naturale, seppe dare dignità agli umili attraverso una rappresentazione misurata e luminosa. Nella sua Cena in casa del fariseo, la scena si svolge in un ambiente spoglio, dove le figure, imponenti e nitide, emergono con una precisione quasi fotografica. Il suo stile si definisce attraverso:
luce chiara e diffusa, che avvolge le forme senza dramma;
attenzione minuziosa ai dettagli, soprattutto tessuti e oggetti;
presenza calma e solenne dei personaggi, restituiti con naturalezza.