L'opera, collocata nella Loggia dei Lanzi, è un capolavoro tecnico e artistico. La sua creazione, durata nove anni, culminò in una drammatica fusione a cera persa che lo stesso Cellini narrò nella sua biografia: un'impresa segnata da difficoltà tecniche quasi insormontabili, con il metallo che non fluiva e il forno sul punto di cedere, risolte solo dall'audacia e dal genio dell'artista.
La cera persa è una tecnica semplice da capire: si modella la figura in cera, la si ricopre con un guscio di materiale resistente, poi si scalda il tutto e la cera si scioglie e “sparisce”, lasciando un vuoto che viene riempito con metallo fuso. Quando il guscio viene rotto, rimane la scultura in bronzo, identica al modello iniziale.