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EURIPIDE (480/485–406 a.C.) - Coggle Diagram
EURIPIDE (480/485–406 a.C.)
Biografia
Nato a Salamina nel 480 (o 485) a.C., secondo la leggenda lo stesso giorno della battaglia
Discepolo di Prodico (retorica), Socrate (etica), Anassagora (filosofia naturale); fu anche pittore
Carattere scontroso e misantropo; sposato due volte con esito infelice
Ottenne solo 5 vittorie (4 in vita, 1 postuma) nonostante l'enorme produzione
Nel 408 si trasferì alla corte del re macedone Archelao a Pella, dove scrisse le Baccanti e l'Ifigenia in Aulide
Morì a Pella nel 406, secondo la leggenda sbranato dai cani (o da donne) per l'invidia di poeti rivali
Scrisse 75–92 drammi; ne sono conservati 77 (o 17+1 satiresco)
Caratteristiche formali
Prologo espositivo (ῥῆσις), spesso con intervento di una divinità
Uso frequente del deus ex machina per risolvere l'intreccio
Ampio spazio a monodie (canti solistici) e duetti lirici (ἀμοιβαῖα)
Uso intenso della sticomitia (dialogo verso per verso) e dell'antilabbe (verso diviso tra più personaggi)
Coro ridotto a intermezzo (stasimi "ditirambici"), con ruolo sostanzialmente passivo
Alternanza tra trimetro giambico e tetrametro trocaico
Temi principali
Approfondimento psicologico dei personaggi, con grande rilievo alle figure femminili
Crisi dell'eroe tradizionale: i protagonisti maschili sono spesso deboli o ambigui
Critica razionalistica alla religione: scetticismo verso gli dèi tradizionali ("illuminismo" euripideo)
Influenza dei dibattiti sofistici (δισσοὶ λόγοι): gli agoni verbali mettono in discussione ogni certezza
Realismo nei dettagli e nella psicologia
Preferenza per intrecci complessi e varianti insolite dei miti
Creazione di tragedie di registro medio che anticipano la Commedia nuova (es. Elena, Ione)
Visione del divino
Profonda incertezza teologica: "cosa sia dio, non-dio o ciò che è intermedio, nessuno può dirlo" (Elena)
Se gli dèi compiono azioni turpi, allora non sono dèi (Bellerofonte)
La natura (Gaia ed Etere) come principio cosmico alternativo: nulla muore, tutto si trasforma