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SISTEMI DI CALCOLO DELLE PENSIONI - Coggle Diagram
SISTEMI DI CALCOLO DELLE PENSIONI
gli elementi fondamentali sono:
retribuzione, contributi, aspettativa di vita
retribuzione:
su di essa si calcolano i contributi versati durante la vita lavorativa.
conta davvero è la
contribuzione complessivamente maturata,
cioè quanto il lavoratore ha versato nel tempo al sistema previdenziale.
momento in cui si accede: bisogna infatti considerare per quanto tempo la prestazione dovrà essere erogata
il sistema RETRIBUTIVO
Pensione calcolata
retribuzione percepita dal l.re
non contributi effettivamente versati. In particolare si prendevano quelle degli ultimi anni (
5\10 anni) le + elevate
vantaggioso per i lavoratori,
proprio perché:
non considerava l’intera storia contributiva,
ma solo le retribuzioni finali, generalmente più alte,
e quindi garantiva pensioni più elevate rispetto ai contributi effettivamente versati.
Il calcolo della pensione avveniva combinando due elementi:
la retribuzione media degli ultimi anni,
e l’anzianità contributiva, cioè il numero di anni lavorati (fino a un massimo di 40 anni).
si applicava a queste
l'aliquota di rendimento 2% x ogni anno di lavoro
limite
sganciato dalla contribuzione effettivamente versata
sistema CONTRIBUTIVO
(attaulmente quello prevalente)
la pensione è commisurata ai contributi effettivamente versati durante la vita lavorativa.
il pr. fond. è che questo non va a toccare i diritti dei lavoratori inseriti nel sistema precedente (riforme operano solo verso il futuro)
logica del salvadanaio
, A differenza del sistema retributivo, qui:
non conta la retribuzione degli ultimi anni,
ma
l’intera storia contributiva del lavoratore,
anche se ha svolto lavori diversi nel tempo. tutti questi contributi vengono sommati in questo salvadanaio
il montante contributivo però non è fisso
viene rivalutato annualmente
sulla base dell'andamento dell'economia (soprattutto PIL)
quando raggionta età pensionabile =
il montante contributivo deve essere trasformato in rendita, cioè nella pensione effettiva.
avviene tramite i
coefficienti di trasformazione
tengono conto dell'aspettativa di vita. Questi aumentano con l'età del l.re\ce
meccanismo è il seguente:
più è alta l’aspettativa di vita
, più la pensione deve essere distribuita su un periodo lungo, quindi
l’importo annuo sarà più basso;
al contrario,
più è elevata l’età al momento del pensionamento,
minore sarà (statisticamente) il tempo residuo di vita, e quindi
più alto sarà l’importo della pensione annuale.
equilibrato e sostenibile perchè collega in modo diretto quello che si riceve in pensione con quello che si è versato
evoluzione
fino a 31 dicembre 1996 sistema basato solo su metodo retributivo = insostenibile = necessità di riformare il sistema
riforma DINI l.335 1995
introduce sistema contributivo. Non viene applicata in modo uguali a tutti. Introduce quindi un
sistema differenziato
evitare effetti troppo drastici:
I lavoratori che,
al momento dell’entrata in vigore
della riforma (1995),
avevano almeno 18 anni di contributi,
continuano a essere soggetti al
sistema retributivo.
I lavoratori con
meno di 18 anni
di contributi passano a un
sistema misto:
retributivo per gli anni maturati fino al 1995,
contributivo per quelli successivi.
I
nuovi lavoratori
(cioè quelli entrati nel mondo del lavoro dopo il 1995) sono
interamente soggetti al sistema contributivo.
2. Riforma Frnero dl 201/2011 poi in legge 214 2011 art. 24
stabilisce che dal 1° gennaio 2012 il metodo contributivo si applica a tutti i lavoratori, anche quelli che erano rimasti nel sis. ret.
Questo significa che:
chi aveva già maturato una parte di pensione con il metodo retributivo mantiene quella quota;
ma per gli anni successivi al 2012, anche questi lavoratori vedono applicarsi il metodo contributivo.
a seguito di queste riforme sistema pensionistico italiano si articola oggi in
tre diversi meccanismi di calcolo
lavoratori più anziani, cioè coloro che al momento della riforma Dini avevano già una lunga anzianità contributiva (almeno 18 anni). Per questi soggetti è stato mantenuto il sistema retributivo
a seguito della rif. n. 2 si ha un passaggio al contributivo per le quote maturate dal 2012 in poi
lavoratori con un’anzianità contributiva inferiore al 1995. Per questi soggetti si applica un sistema misto:
una parte della pensione è calcolata con il metodo retributivo (per gli anni fino al 1995),
mentre la parte successiva è calcolata con il metodo contributivo.
Infine, per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica integralmente il sistema contributivo.