Francesco Squarcione, principale pittore della città e maestro di Mantegna, fu un appassionato collezionista di antichità. La sua bottega, celebre per aver formato 137 allievi, funzionava come una vera scuola antiquaria. Squarcione metteva a disposizione dei giovani artisti calchi di statue antiche, disegni di opere classiche, reperti archeologici e modelli decorativi di derivazione romana. Il suo metodo didattico, basato sulla copia sistematica dell’antico, contribuì a diffondere un classicismo rigoroso e una sensibilità prospettica che divennero tratti distintivi della pittura padovana.
Il Polittico De Lazara (1449–1452) riflette l’influenza donatelliana e il gusto antiquario di Squarcione: San Girolamo è inserito in uno studio prospettico, i santi poggiano su basamenti tridimensionali e le architetture richiamano modelli classici ricostruiti con precisione.
La Madonna De Lazara (ante 1452) presenta una Vergine di profilo, un Bambino di derivazione donatelliana e festoni di frutta e foglie, tipici della decorazione classica, insieme a nature morte minuziose che testimoniano l’erudizione antiquaria del pittore.