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LA VITA (pt 2) - Coggle Diagram
LA VITA (pt 2)
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Pirandello ha scritto tantissimo e in forme diverse. Ha iniziato con novelle e romanzi e ha avuto subito successo.
Poi è passato al teatro, dove ha davvero rivoluzionato tutto:
Ha sconvolto il teatro borghese tradizionale e ha creato il Teatro del Grottesco. Si è occupato anche di cinema: è andato a New York e ha lavorato come sceneggiatore.
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Il pensiero di base di Pirandello è che la vita è un continuo fluire che non si può fermare. Se provi a fermarla in una forma, la uccidi.
Da qui nasce la sua critica alla verità. Per lui non esiste una verità unica. Esistono la verità individuale e la verità sociale, ma entrambe sono false.
La verità cambia in base al punto di vista. Ognuno ha la sua, quindi la verità assoluta non c’è. Non sappiamo nemmeno chi siamo davvero perché dipendiamo dal giudizio degli altri. Ci vediamo attraverso gli occhi degli altri, e ognuno ci vede in modo diverso.
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Per Pirandello il teatro è il modo migliore per esprimersi. Lo chiamava Teatro Siciliano perché voleva una vita vera, senza maschere.
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La sua grande invenzione è il metateatro, cioè il “teatro nel teatro”.
Le scene cambiano completamente rispetto al passato e gli spettatori diventano parte dello spettacolo.
Le situazioni sembrano normali, ma con un dettaglio capisci che sono completamente fuori dal normale.
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- SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE: L’opera fu giudicata troppo cruda e Pirandello smise di scrivere, lasciando i personaggi incompleti. Poi andò in scena con l’aiuto di uno scenografo.
In teatro: 6 personaggi vestiti di nero sono seduti in mezzo al pubblico. Entrano in scena mentre gli attori stanno provando.
- Dicono agli attori come interpretare il loro dramma, ma litigano perché gli attori li recitano “a modo loro”.
- Finale scioccante: una bambina muore annegata durante lo spettacolo e il suo badante si spara.
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