Riconsolidamento:
Il processo di riconsolidamento invece può essere neurobiologicamente diverso da questo. Secondo alcuni, il riconsolidamento darebbe flessibilità al sistema della memoria, permettendo di aggiornare le rappresentazioni con nuove informazioni. Si verifica quando, a seguito di un recupero o una riattivazione, i ricordi tornano temporaneamente a uno stato di vulnerabilità. Conferisce flessibilità al sistema mnestico, consentendo l’aggiornamento delle rappresentazioni sulla base di nuove informazioni. Recuperare intenzionalmente un’esperienza ha un considerevole effetto sulla rapidità con la quale un ricordo viene dimenticato.
• Nell’esperimento di Linton, ogni giorno per cinque anni ha annotato in un diario due eventi che le erano accaduti nel corso della giornata. A intervalli predeterminati, sceglieva a caso un evento dal diario e verificava se era in grado di rievocarlo. Data la modalità di selezione degli eventi, poteva accadere che un evento saltasse fuori più volte. Gli eventi che non erano stati testati in precedenza mostravano, dopo quattro anni, un considerevole grado di oblio. Mentre gli eventi sottoposti a test quattro volte mostravano dopo quattro anni un livello di oblio estremamente basso. Ogni atto di recupero costituisce esso stesso un nuovo ricordo, con il proprio contesto e dettagli associati. Più frequentemente recuperiamo un’esperienza, più i relativi eventi di recupero si accumulano nella nostra memoria.
Il recupero svolge un ruolo attivo non solo nella conservazione dell’esperienza, ma anche nella selezione di quali aspetti ci accompagneranno nel tempo. Paradossalmente, il recupero può anche contribuire alla dimenticanza, influenzando ciò che viene escluso o trascurato nei processi successivi.