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Malinowski e il Funzionalismo - Coggle Diagram
Malinowski e il Funzionalismo
Malinowski e il punto di vista dell’indigeno
Metodo rivoluzionario: Sviluppato durante la Grande Guerra tra Australia e Nuova Guinea (Isole Trobriand).
Obiettivo: "Afferrare il punto di vista dell'indigeno" per capire come i nativi vedono il mondo.
Strumenti: Relazione di fiducia, confidenza e intimità attraverso l'osservazione costante della vita quotidiana (pesca, riti, sogni, sessualità).
Nota biografica: I diari postumi (1967) rivelano il suo disagio umano, nonostante l'eccellenza professionale.
La magia e i “fini desiderati” dell’uom
Rifiuto dell'evoluzionismo: La magia non è scienza primitiva o ingenua.
Funzione psicologica: È una risposta emotiva a situazioni incontrollabili.
Ritualizzazione dell'ottimismo: Serve all'uomo per affrontare compiti difficili con fiducia, mantenendo l'equilibrio mentale.
L’influenza di Malinowski
Impatto: Diventa il modello universale del ricercatore sul campo per generazioni di antropologi.
L'autore, l'opera e il brano
Opera: Argonauti del Pacifico occidentale (1922).
Significato del titolo: Richiamo al mito greco per descrivere i viaggi marittimi dei Trobriandesi per lo scambio di doni.
Contenuto: Esposizione del metodo scientifico che ha trasformato l'etnografia.
L'indigeno e l'etnografo
Trasformazione: L'etnografo deve superare la stanchezza iniziale finché la compagnia dei nativi diventa un "conforto abituale".
Sintonia: Solo l'immersione totale permette di comprendere i costumi in modo spontaneo e naturale, superando il limite dell'informatore pagato.
L'obiettivo: capire la visione che l'indigeno ha del proprio mondo
Sostanza della felicità: Studiare come ogni cultura insegni a perseguire fini diversi attraverso i propri codici.
Comprensione dell'umano: Il fine ultimo è capire "la presa che ha la vita" sull'uomo in quel contesto specifico.
È importante capire gli stati psicologici che accompagnano le azioni
Oltre lo "scheletro" (istituzioni): Bisogna studiare la "carne e il sangue" (vita quotidiana) e soprattutto lo "spirito".
Dati soggettivi: Registrare sentimenti, impulsi e giudizi che modellano il comportamento, anche se difficili da spiegare a parole per l'indigeno stesso.
Tre categorie di principi metodologici
Obiettivi scientifici: Avere chiara la teoria e gli scopi della ricerca.
Condizioni di vita: Vivere stabilmente tra gli indigeni.
Isolamento dai bianchi: Evitare rifugi confortevoli o contatti con altri occidentali per non essere percepiti come estranei "intervistatori".
Regole di buon senso e principi scientifici ben noti
"La magia dell'etnografo": Non è un dono innato, ma l'applicazione rigorosa di regole metodologiche.
Sforzo sistematico: La ricerca deve evocare lo "spirito autentico" della vita tribale tramite un lavoro strutturato, non scoperte casuali.
La cultura come “tutto integrale” e “apparato strumentale”
Definizione (1944): La cultura è un "tutto integrale" (oggetti, idee, credenze, costumi).
Evoluzione di Tylor: Malinowski include esplicitamente le relazioni sociali, politiche ed economiche.
Funzione: La cultura è un apparato strumentale; esiste per fornire risposte concrete ai problemi posti dall'ambiente e mantenere l'equilibrio sociale.
Società “integrate funzionalmente”
Visione sistemica: La società è un insieme dove istituzioni, diritto, miti e riti sono parti coordinate.
Metodo di analisi: Per comprendere una comunità non si possono separare i singoli elementi; bisogna considerarli nel loro insieme funzionale.
La sfortuna del concetto di cultura nell’antropologia inglese
Contesto: Declino dell'evoluzionismo in Gran Bretagna.
Divergenza: A differenza dell'approccio americano, i britannici si focalizzano sulla struttura sociale (relazioni e coesione).
Ruolo dell'Impero: Le colonie favoriscono l'etnografia sul campo, ma il concetto di cultura resta secondario rispetto allo studio delle istituzioni