In questo contesto nasce il giardino all’italiana, che traduce l’ordine dell’hortus conclusus medievale in forme geometriche e monumentali. L’ars topiaria organizza siepi e parterre in disegni regolari, come a Villa Lante a Bagnaia, dove la natura è modellata dall’intervento umano. A Firenze, il Giardino di Boboli, progettato da Tribolo, Ammannati e Buontalenti, e la Villa di Castello di Tribolo definiscono un linguaggio in cui l’acqua — fontane, vasche sovrapposte, giochi d’acqua — diventa elemento scenografico e sensoriale.