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I PROBLEMI DEL DOPOGUERRA IN ITALIA (1918 - 1920) (parte 1) - Coggle…
I PROBLEMI DEL DOPOGUERRA IN ITALIA (1918 - 1920) (parte 1)
TRASFORMAZIONI ECONOMICHE E SOCIALI DOPO LA GUERRA (1918 - 1919)
effetto economici della guerra
trasferimento di ricchezza
a favore di industrie belliche e "pescecani" (speculatori)
spaventoso aumento dell'inflazione
inflazione e aumento dei prezzi
nessun vantaggio per operai; potere d'acquisto crolla
ceto medio
salari reali -50% (1914 - 1918)
forte frustazione
facilmente influenzabile dalla propaganda nazionalista anti - operai
campagne
grandi proprietari e affittuari avvantaggiati
salariati agricole perdono fino al 70% del salario del 1914
PROBLEMI MACROECONOMICI E POLITICI DEL DOPOGUERRA
finanza pubblica
debito pubblico enorme
disavanzo pesantissimo
necessità di:
gestione reduci
smobilitazione esercito
riconversione industriale
disoccupazione crescente
politica estera: Conferenza di pace
Patto di Londra
rivendicato da Orlando e Sonnino
Wilson (USA)
contrario alle richieste italiane
non accetta logiche imperialistiche
priorità: autodeterminazione dei popoli
Francia e Inghilterra
considerano superato il Patto di Londra
sensibili alle richieste jugoslave
LA QUESTIONE DI FIUME
origine del problema
30 ottobre 1918:
Consiflio nazionale di Fiumee proclama l'unione all'Italia
Sonnino: favorevole a scambio tra Fiume e Dalmazia
Orlando: contrario a rinunciare a Fiume per ragioni di consenso interno
fallimento diplomatico
Formula italiana:
"Patto di Londra + Fiume"
Wilson concede solo il
Brennero
Delegazione italiana abbandona Parigi (
rientro forzato dopo ultimatum di Clemenceau e Lloyd George
Risultato:
fallimento totale
, tranne frontiera altotesina
crisi politica interna (1919)
dimissioni di Orlando
crescita conflittualità sociale
suprenta
NITTI
pressioni nazionaliste
nascita di nuovi movimenti politici
Fasci combattimento
(23 marzo 1919)
Partito Popolare Italiano
(giugno 1919)
Nazionalisti
sempre più aggressivi
impresa di Fiume (D'Annunzio)
governo Nitti contrario
D'Annunzio perde appoggi e abbandona nel 1920
12 settembre 1919
occupazione con 2.500 legionari