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LA POLITICA ECONOMICA DEL FASCISMO (parte 2) - Coggle Diagram
LA POLITICA ECONOMICA DEL FASCISMO (parte 2)
QUOTA 90 (1926 - 1927)
obbiettivo
rivalutare la lira per mostrare stabilità internazionale
effetti negativi
salari compressi
crollo dell'export (prodotti troppo costosi all'estero)
difficoltà per imprese orientate ai mercati internazionali
effetti positivi
benefici per imprese orientrate al mercato interno:
sgravi fiscali
aumento commesse pubbliche
costo del lavoro più basso
LO STATO - IMPRENDITORE (ANNI '30)
contesto
crisi del 1929
economia italiana già indebolita dalla deflazione
risposta del regime
Lavori pubblici
bonifica integrale (Agro Pontino)
risanamento di Roma
infrastrutture: :check: strade, :check: ferrovie, :check: edifici pubblici
Intervento diretto dello Stato
creazione di enti finanziari e industriali
IMI E IRI: NASCITA DELLO STATO - BANCHIERE
IMI (1931)
prestiti a lungo termine
salvataggio imprese in difficoltà
IRI (1933)
aquisizione pacchetti azionari di banche e industrie
controllo di grandi gruppi (:pencil2:Ansaldo, :pencil2: Ilva, :pencil2: Terni)
doveva essere temporaneo
diventa permanente nel 1937
risultato
l'Italia diventa il paese occidentale con il più alto intervento statale nell'economia (URSS esclusa)
nascita dello
Stato - imprenditore
e
Stato - banchiere
I "GRANDI TECNICI" DEL FASCISMO
figure chiave
Arrigo Serpieri
bonifica integrale
Alberto Beneduce
fondatore e primo presidente dell'IRI
caratteristiche
non erano gerarchi fascisti
competenza tecnica maggiore di fedeltà politica
conseguenze
nascita di una burocrazia tecnica parallela al PNF
ruolo centrale nell'Italia del dopoguerra