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INFERNO
CANTO XXVI, IL DISCORSO AI COMPAGNI, LA SCENA DELLE FIAMME, IL…
INFERNO
CANTO XXVI
1) Dante e Virgilio si trovano nell’ottavo cerchio, chiamato Malebolge, dove vengono puniti i fraudolenti, cioè quelli che hanno usato l’intelligenza per ingannare gli altri.
2) I peccatori sono avvolti dentro lingue di fuoco, perché in vita hanno usato la loro lingua per dare consigli ingannevoli.
3) All’inizio del canto Dante si scaglia contro Firenze perché vede tra i dannati molti fiorentini e prova vergogna per la sua città.
IL DISCORSO AI COMPAGNI
1) Ulisse convince i suoi uomini a seguirlo con un discorso famosissimo:
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”
Vuol dire:
“Non siete fatti per vivere come animali, ma per cercare la virtù e la conoscenza”.
2) Ulisse ha ragione perché:
• l’uomo non deve vivere in modo bestiale;
• la conoscenza è una cosa alta e nobile;
• il desiderio di sapere è una forza grandissima.
3)Ulisse ha torto perché:
• vuole superare i limiti imposti all’uomo;
• si fida solo della sua intelligenza;
• trascina anche gli altri verso la rovina.
4)In altre parole:
il desiderio di conoscere è grande, ma diventa colpevole quando è senza limite morale.
Per Dante il problema non è conoscere, ma voler conoscere da soli, con superbia, senza riconoscere che l’uomo ha dei confini.
LA SCENA DELLE FIAMME
1) Dante e Virgilio vedono molte fiamme muoversi nel buio. Ogni fiamma contiene un peccatore.
A un certo punto Dante ne vede una con due punte, come se fosse divisa in due.
Dentro quella fiamma ci sono:
• Ulisse
• Diomede
2) Sono insieme perché insieme commisero vari inganni durante la guerra di Troia. Virgilio spiega che Ulisse e Diomede sono puniti per tre grandi colpe:
**Il cavallo di Troia**
Con l’inganno fecero entrare i Greci a Troia.
**L’inganno di Achille**
Contribuirono a portare Achille alla guerra, da cui sarebbe poi morto.
**Il furto del Palladio**
Rubarono una statua sacra che proteggeva Troia.
3) Quindi Ulisse, per Dante, non è un eroe perfetto: è soprattutto un uomo di intelligenza astuta, capace di ingannare.
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