Ad esempio la Vita solitaria (De vita solitaria), scritto nel 1346, pochi anni dopo il Secretum, esalta la solitudine (un tema caro all'ascetismo cristiano), che per Petrarca non deve prendere a modello il rigoroso isolamento dei monaci e degli eremiti, ma deve essere rallegrata dalle bellezze della natura, dalla conversazione con pochi ed eletti amici e, soprattutto, dalla presenza dei libri.