Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
L'ITALIA DAL DOPOGUERRA AL FASCISMO - Coggle Diagram
L'ITALIA DAL DOPOGUERRA AL FASCISMO
1) L'ITALIA DOPO LA GUERRA
: Nonostante l'Italia fosse risultata una delle potenze vincitrici della Grande Guerra, dopo la fine del conflitto si trova in una condizione difficile
dal punto di vista economico
l'industria bellica andava riconvertita in industria civile poiché la guerra non c'era più e i beni di consumo scarseggiavano
il debito pubblico era più che quadruplicato dall'inizio della guerra (aumento del 429%)
il bilancio statale era appesantito dal debito nei confronti degli Alleati, che avevano sostenuto l'Italia durante la guerra
soprattuto con gli Stati Uniti (nuovo centro della finanza mondiale) che avevano prestato all'Italia milioni di dollari
l'inflazione era alle stelle a causa della gigantesca quantità di denaro prodotta durante gli anni di guerra che aveva portato a una svalutazione della lira
dal punto di vista sociale
a chi aveva servito in guerra erano state promesse delle terre (provenienti sia dai possedimenti statali che dai latifondi incolti)
ma dopo un anno dalla fine della guerra la promessa di questa riforma agraria ancora non era stata mantenuta
la classe operaia e il ceto medio erano stati colpiti dalla crisi economica
la prima chiedeva la riduzione dell'orario di lavoro a 8 ore e un salario in grado di tenere testa all'inflazione
la seconda (impiegati e piccola borghesia urbana) videro un calo del loro tenore di vita a causa dell'aumento del costo della vita senza un aumento dei guadagni
inoltre, dopo la fine della guerra, l'Italia contava oltre mezzo milione di reduci
con difficoltà a trovare un'occupazione e a riadattarsi allo stile di vita quotidiano
specialmente per quanto riguarda i mutilati e gli invalidi, la cui condizione giuridica venne legislata soltanto nel 1923
dal punto di vista politico
emersero nuovi partiti, in particolare il Partito Socialista Italiano (PSI) e il Partito Popolare Italiano (PPI)
il primo era stato fondato da Filippo Turati nel 1892 e il secondo dal parroco don Luigi Sturzo nel 1919
in particolare il secondo nasceva come un partito dei cattolici, ma non come un partito cattolico
anche perché nel Novembre 1919 il
non expedit
era stato abolito dal papa e dunque, dopo l'estensione del diritto al voto, una grande quantità di cattolici si trovava a partecipare alla vita politica
il programma del PPI si basava sull'estensione del voto alle donne, la difesa della famiglia, sulla libertà di insegnamento, sull'attuazione della riforma agraria e di una tassazione progressiva, e sull'introduzione di un sistema elettorale proporzionale
nelle elezioni del 16 Novembre 1919, il PSI ottenne la maggioranza dei voti (32,4%), seguito a ruota dal PPI (20,6%)
le formazioni liberal-democratiche, invece, persero la maggioranza assoluta e i loro seggi passarono da circa 300 a 200
1 more item...
in particolare per sistema elettorale proporzionale di intende l'assegnazione dei seggi in parlamento in maniera proporzionale ai voti ricevuti
Filippo Turati
don Luigi Sturzo
2) IL BIENNIO ROSSO E LA PROTESTA NAZIONALISTA
a seguito delle tensioni sociali, vari moti di protesta spontanei (privi di una direzione sindacale o politica) erano scoppiati nel 1919 e nel 1920, per questo conosciuto come "biennio rosso"
i moti si tradussero in occupazioni delle fabbriche da parte degli operai del Nord e delle terre da parte dei braccianti di tutta Italia, specialmente del Sud e delle isole
gli industriali e avevano dunque risposto con le "serrate", ovvero le chiusure delle fabbriche per impedire agli operai di lavorare e percepire il salario
gli operai avevano quindi occupato le fabbriche con le armi, anche per evitare una repressione violenta da parte dello Stato, ormai intenzionati a compiere una rivoluzione, ispirati dai soviet russi
a calmare il conflito furono i sindacati e il Presidente del Consiglio che era tornato ad essere Giolitti
promettendo ai lavoratori un aumento dei salari e la partecipazione al controllo della produzione (la seconda promessa non venne rispettata)
il biennio rosso si concluse quindi con una vittoria dei lavoratori sul piano sindacale che però porterà industriali e possidenti ad avvicinarsi al nascente movimento fascista
Giovanni Giolitti
intanto, il PSI era sempre diviso in un'ala riformista, aperta a una collaborazione col governo e le altre forze politiche, e un'ala massimalista, dedita solo a perseguire la rivoluzione e forte a causa dell'esempio russo
la rivista socialista "LOrdine Nuovo" indicava i consigli di fabbrica come organismi capaci di un'azione politica simile a quella dei soviet russi
nel 1919 vi fu la terza internazionale, nella quale Lenin aveva indicato condizioni necessarie per i partiti che volevano continuare a farne parte
ovvero di cambiare i loro nomi da "socialista" a "comunista" e di espellere le proprie ale riformiste aperte alla collaborazione con la borghesia
nel 1921, i pochi socialisti che avevano accettato le condizioni di Lenin si staccarono dal PSI, fondando il Partito Comunista d'Italia (PCI), tra i cui fondatori vi era Antonio Gramsci
inoltre, nel 1922 vi fu un'ulteriore spaccatura del PSI, quando i massimalisti decretarono l'espulsione dei riformisti di Turati
nacque dunque il Partito Socialista Unitario (PSU), cui segretario venne nominato Giacomo Matteotti
Giacomo Matteotti
Antonio Gramsci
Vladimir Ilʹič Lenin
i consigli di fabbrica erano dei consigli di rappresentanti eletti dalla totalità dei lavoratori incaricati di trattare con i padroni delle aziende
dopo la Grande Guerra, le proteste erano giunte anche da parte di reduci e nazionalisti, insoddisfatti dei risulati bellici
sebenne l'Italia fosse risultata vittoriosa e avesse ottenuto Trieste, il Trentino e l'Alto Adige
il patto di Londra del 1915 prevedeva l'annessione anche dell'Istria e della Dalmazia
solo che all'epoca del patto non si immaginava nemmeno che l'impero Austro-ungarico sarebbe crollato, portando alla formazione del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni
quest'ultimo era ora dunque interessato all'Istria e alla Dalmazia poiché territori slavofoni
inoltre, sebbene non fosse sottoscritto dal patto di Londra, l'Italia pretendeva anche la città di Fiume, poiché abitata da italiani (nella zona della città vecchia, mentre nell'entroterra la popolazione era slava)
quindi il 24 ottobre 1918 il poeta-vate Gabriele D'Annunzio denunciò questa "vittoria mutilata" sulle pagine del Corriere Della Sera
le due richieste però si basavano su criteri tra loro antitetici, ovvero il principio secondo il quale i patti vadano sempre rispettati e quello dell'autodeterminazione dei popoli
1 more item...
Gabriele D'Annunzio
3) L'AVVENTO DEL FASCISMO
negli stessi anni della vicenda di Fiume, un nuovo movimento politico stava nascendo: il fascismo
nel corso degli anni '10 del '900 il pensiero politico del socialista Benito Amilcare Andrea Mussolini era molto mutato
inizialmente era un repubblicano anticlericale, segretario del partito socialista di Forlì
nel 1912 si affermò come leader del socialismo rivoluzionario e si trasferì a Milano per dirigere il quotidiano socialista "Avanti!"
perse poi questo incarico e venne espulso dal partito socialista a causa delle sue posizioni interventiste nel 1914
fondò allora il giornale "Il Popolo d'Italia" e nel 1915 partecipò come soldato alla Grande Guerra
tornò a casa due anni dopo per le ferite riportate, con lo scopo di fondare una nuova forza politica che si opponesse sia al socialismo che alla borghesia industriale, che potesse dar voce ai ceti medi
nasce così, il 23 marzo 1919, il primo "fascio di combattimento"
3 more items...
Benito Amilcare Andrea Mussolini