La rievocazione libera riguarda la capacità di ricordare una lista di elementi senza dover rispettare l’ordine di presentazione. A differenza degli studi precedenti sulla memoria a breve termine, che usavano insiemi limitati (come cifre o lettere) per concentrarsi sull’ordine seriale, qui diventano più importanti anche le caratteristiche degli elementi, come il loro significato. Ad esempio, se ti viene presentata una lista di parole come mela, tavolo, cane, libro, sole, puoi ricordarle in qualsiasi ordine (ad esempio cane, mela, sole), senza dover seguire quello originale. Quando le liste sono brevi, le persone tendono inizialmente a ricordare gli elementi in ordine, ma con liste più lunghe questa strategia diventa inefficace e si passa a modalità più libere. Per esempio, con una lista breve come gatto, penna, casa, potresti ripeterla nello stesso ordine; ma con una lista lunga come gatto, penna, casa, macchina, fiore, bicicletta, montagna, tenderai a ricordare solo alcuni elementi, magari raggruppandoli per significato.
EFFETTO RECENCY E PRIMACY
Un risultato fondamentale della rievocazione libera è l’effetto di posizione seriale, cioè il fatto che la posizione degli elementi nella lista influenza quanto bene vengono ricordati. In particolare, si osservano due effetti principali: l’effetto recency (recenza), per cui si ricordano meglio gli ultimi elementi, e l’effetto primacy (priorità), per cui si ricordano abbastanza bene anche i primi elementi, anche se in modo meno marcato rispetto agli ultimi. Ad esempio, in una lista come pane, sedia, cane, finestra, libro, telefono, è più probabile ricordare pane (inizio) e telefono (fine), mentre gli elementi centrali come cane o finestra vengono dimenticati più facilmente.
Infine, l’effetto recency dipende dalla memoria a breve termine ed è sensibile alle interferenze: se dopo la lista si introduce un compito che distrae l’attenzione (come contare all’indietro), la capacità di ricordare gli ultimi elementi diminuisce. Ad esempio, se dopo aver ascoltato una lista di parole ti viene chiesto subito di ricordarle, ricorderai bene le ultime; ma se prima devi contare all’indietro da 100 per qualche secondo, parole finali come telefono o libro diventeranno più difficili da recuperare. Questo mostra che i diversi effetti della posizione seriale riflettono il funzionamento di sistemi di memoria differenti.
Per spiegare i risultati della rievocazione libera, una teoria molto influente è quella di Glanzer e Cunitz, secondo cui esistono due sistemi distinti: la memoria a lungo termine (MLT), che mantiene i primi elementi della lista, e la memoria a breve termine (MBT), responsabile dell’effetto recency, cioè del miglior ricordo degli ultimi elementi. Ad esempio, in una lista di parole come pane, sedia, cane, finestra, libro, telefono, la MLT aiuta a ricordare pane e sedia, mentre la MBT rende più facile ricordare libro e telefono. Questa interpretazione è supportata dal fatto che un breve compito distraente (come contare all’indietro) elimina l’effetto recency, ma lascia relativamente intatto il ricordo dei primi elementi.
Inoltre, vari fattori legati alla MLT — come la velocità di presentazione, la familiarità e l’immaginabilità delle parole, l’età o lo stato fisiologico — influenzano soprattutto i primi elementi della lista, senza modificare la recenza. Ad esempio, se le parole iniziali sono facili da immaginare (sole, luna, mare), saranno ricordate meglio; se la presentazione è più lenta, si ha più tempo per elaborarle e passarle alla MLT, mentre la memoria degli ultimi elementi (libro, telefono) rimane poco influenzata da questi fattori.
L’effetto primacy (miglior ricordo dei primi elementi) viene spesso spiegato con il ripasso: i primi item vengono ripetuti mentalmente più a lungo e quindi passano più facilmente nella memoria a lungo termine. Tuttavia, questa spiegazione non è del tutto soddisfacente, perché il ripasso non è sempre una strategia efficace e non viene necessariamente utilizzato in modo sistematico. Inoltre, l’effetto recency compare anche quando le persone non sanno di dover ricordare le informazioni (apprendimento incidentale), il che mette in dubbio l’idea che dipenda solo da un magazzino a breve termine. Ad esempio, qualcuno che ascolta una lista di nomi durante una conversazione casuale può ricordare bene gli ultimi, anche senza sapere che dovrà ripeterli. Infatti, studi successivi hanno mostrato che l’effetto recency può comparire anche quando la memoria a breve termine dovrebbe essere ormai svanita. Ad esempio, se si inserisce un intervallo con un compito distraente tra ogni parola della lista, l’effetto recency riappare; inoltre, effetti simili sono stati osservati anche su intervalli molto lunghi, come nel ricordo delle partite giocate durante una stagione sportiva. Questo suggerisce che la recenza non dipende solo dalla memoria a breve termine, ma da meccanismi più complessi legati al recupero delle informazioni.
Gli studi sulla recenza mostrano che l’oblio non dipende semplicemente dal tempo trascorso, ma piuttosto dalla quantità di informazioni successive che interferiscono. Ad esempio, nel caso dei giocatori di rugby, il ricordo delle partite dipendeva più dal numero di partite giocate che dal tempo passato: un giocatore ricordava meglio una partita recente se non ne erano state giocate molte dopo, mentre il tempo trascorso da solo non determinava il ricordo. Allo stesso modo, effetti di recenza si osservano anche nella vita quotidiana, come nel ricordare dove si è parcheggiata l’auto: il posto dell’ultimo parcheggio è facilmente richiamabile subito dopo, ma dopo aver parcheggiato altre macchine la memoria diventa meno affidabile. Il fatto che l’effetto recency compaia in situazioni molto diverse — a volte scomparendo dopo pochi secondi di distrazione, altre volte durando mesi — suggerisce che non dipenda da un unico sistema di memoria. Piuttosto, sembra derivare da un meccanismo generale di recupero: gli eventi più recenti sono più facilmente accessibili. Ad esempio, ricordare quale stanza d’albergo si è occupata l’ultima volta è più semplice dell’anno precedente, perché quell’esperienza è più “vicina” mentalmente. L’interpretazione più convincente è quindi quella basata sul recupero: ricordare significa distinguere un’informazione dalle altre in base alla sua distanza temporale. Come nell’analogia dei pali lungo una ferrovia, gli elementi più recenti sono più facili da distinguere perché sono più “separati” mentalmente, mentre quelli più lontani nel tempo tendono a confondersi. Di conseguenza, la recenza non è tanto una proprietà di un magazzino di memoria, quanto il risultato di come le informazioni vengono discriminate e recuperate.