Per quanto riguarda l'analisi infantile, secondo Freud, il bambino di fronte ad un ostacolo, ritorna a un'organizzazione psichica anteriore, più primitiva, consolidando punti di fissazione e configurando una forma relazionale del soggetto con l'oggetto di tipo anale o orale, con Anna Freud, invece, si pone l'attenzione sullo sviluppo dell'Io e alla sua capacità di arginare le sue esigenze pulsionali; la psicoanalisi infantile per Anna Freud presenta molti ostacoli, tra cui l'immaturità del bambino, il quale non sarebbe consapevole del problema e non avrebbe il desiderio di superarlo o guarire.
Melanie Klein mette in pratica invece la tecnica del gioco, che non viene considerata da Anna Freud, perchè non consentirebbe un'interpretazione attendibile. Melanie cerca inoltre di individuare l'ostacolo che impedisce un soddisfacente funzionamento psichico, si è dunque di fronte ad una nevrosi quando il bambino non riesce a superare un conflitto, per arrivare ad affermare ciò si deve tenere conto di indici rilevatori, come fobie, problemi del sonno, difficoltà alimentari o instabilità psicometrica, i quali sarebbero indicatori di un'ansia che accompagna un conflitto interiorizzato e consentono di individuare il momento evolutivo della loro comparsa.
Quindi per Melanie Klein, il sintomo non è qualcosa da ignorare, non è il problema poiché è invece cosa ordinaria, osservare nei primi anni di vita del bambino, indizi e testimonianze di crisi e turbamenti esperiti; assenza del conflitto non significa quindi assenza di nevrosi, ma potrebbe significare eccessiva repressione dei desideri pulsionali e di ogni vita interiore. Inoltre il sintomo ci informa da un lato sul potenziale evolutivo del bambino e dall'altro espone come la nevrosi inibisca lo sviluppo. Fondamentale risulta per la Klein il gioco poiché è l'attività abituale del bambino e un'inibizione in questo ambito è segno di uno stato di ansia e sensi di colpa, perciò di conflitto psichico. Un altro criterio importante è la reazione dei bambini ai regali poiché questi ultimi rappresentano tutti i doni di amore a cui hanno dovuto rinunciare e di fronte a questi, essi possono restare indifferenti oppure provare delusione. Importante è anche la tolleranza alla frustrazione poiché attiva nel bambino un vissuto di punizione.
I comportamenti dei bambini sarebbero il risultato di situazioni conflittuali, da cui sono stati soverchiati e contro di cui hanno innalzato difese patologiche, l'intento della Klein è perciò quello di individuare la presenza o meno di risorse interne al bambino per risolvere tali conflitti.
La tecnica del gioco ci permette di esplorare la vita fantasmatica dei piccoli pazienti e di operare interpretazioni analitiche, mentre permette al bambino di produrre associazioni simili a quelle di un adulto in rapporto ai propri sogni. Mediante questa tecnica, la Klein si pone di raggiungere le esperienze rimosse dal bambin, i punti di fissazione della libido, di eliminare le inibizioni e promuovere invece nuovi interessi e attività; intorno al gioco si istaura così tra analista e bambino una relazione una relazione con carattere transferale. Al sogno dunque la Klein, sostituisce il gioco. Ai bambini viene fornita una grande varietà di giocattoli che rappresentano oggetti e personaggi della vita reale, attraverso ciò il bambino è in grado di trasferire i propri sentimenti e aspetti sui personaggi del gioco, esprimendo le proprie identificazioni e agendo attraverso di esse può soddisfare in modo fantastico i suoi desideri.