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SCHEMA 4 - Coggle Diagram
SCHEMA 4
STUDI DI VERIFICA DELLE EAS
Risultati principali:
correlazione positiva con attaccamento sicuro
stabilità nel tempo
buona validità.
IMPORTANZA DELLA DISPONIBILITÀ EMOTIVA
Bambini con alta EA:
più attaccamento sicuro
meno aggressività
migliori relazioni sociali
migliori risultati scolastici.
UTILITÀ CLINICA
Le EAS permettono di:
valutare la relazione caregiver-bambino
identificare punti di forza e debolezza
progettare interventi clinici
valutare efficacia delle terapie.
Schema di valutazione delle competenze genitoriali
Autori: Arnon Reder e Charles Lucey (1995)
Definizione
Lo schema di Reder e Lucey è un modello di valutazione delle competenze genitoriali che:
sintetizza la letteratura sulle capacità parentali
guida il colloquio di valutazione con i genitori
non è una scaletta rigida ma un insieme di aree di indagine
È applicabile a:
diversi modelli familiari
classi sociali differenti
contesti culturali diversi.
⚠️ Il fallimento delle competenze genitoriali può provocare:
danni fisici
danni psicologici
conseguenze a breve e lungo termine sullo sviluppo del bambino.
Aree di indagine dello schema
Le aree principali sono 5.
1️⃣ Adattamento al ruolo genitoriale
2️⃣ Relazione con il figlio
3️⃣ Influenza della famiglia di origine
4️⃣ Interazione con il mondo esterno
5️⃣ Potenzialità di cambiamento
1. Adattamento al ruolo di genitore
Valuta se il genitore è in grado di svolgere le funzioni di cura.
Cure fisiche
Il genitore garantisce:
cibo
sicurezza
salute
igiene
contatto fisico
protezione.
Cure emotive
Il genitore favorisce:
autostima
socializzazione
esplorazione
interiorizzazione di regole e limiti.
Attaccamento
Il genitore:
è disponibile affettivamente
promuove autonomia.
Teoria collegata: John Bowlby.
Atteggiamento verso il ruolo
Si valuta:
consapevolezza dei modelli familiari interiorizzati
aspettative realistiche sul bambino
gestione di regole e limiti.
Assunzione di responsabilità
Si osserva se il genitore
riconosce i propri errori
oppure proietta la colpa all’esterno (figlio, partner, scuola).
Consapevolezza dei problemi
Un elemento importante è:
riconoscere la presenza di difficoltà.
La consapevolezza è collegata alla possibilità di cambiamento.
2. Relazione con il figlio
Analizza la qualità del legame genitore-bambino.
Qualità dell’affetto
Si osserva:
tipo di sentimenti verso il figlio
coerenza tra emozioni e comportamento.
Empatia
Capacità del genitore di:
comprendere i bisogni del bambino
mettersi nei suoi panni
Riconoscimento dell’individualità
Il figlio è visto come:
persona autonoma
con bisogni propri.
Oppure come:
estensione del genitore
Priorità dei bisogni del bambino
Si osserva se:
il genitore mette al centro il bambino
oppure
si verificano inversioni di ruolo (parentificazione).
Influenza della famiglia di origine
Si analizza la trasmissione intergenerazionale dei modelli di cura.
Il genitore riflette su:
esperienze di accudimento ricevute
modelli educativi interiorizzati.
Aspetti valutati:
rappresentazioni positive o negative dei propri genitori
consapevolezza dell’impatto della propria storia.
Attaccamento e competenze genitoriali
Teoria dell’attaccamento di:
John Bowlby
Mary Ainsworth
Stili di attaccamento:
sicuro.
insicuro ambivalente
insicuro evitante
disorganizzato.
Attaccamenti disfunzionali possono influenzare:
la relazione genitore-figlio
lo sviluppo emotivo del bambino.
Convinzioni e miti familiari
Le famiglie costruiscono narrazioni condivise chiamate:
miti familiari.
Questi influenzano:
interpretazione degli eventi
comportamento dei membri
Attribuzioni causali
I genitori abusanti tendono a:
attribuire eventi negativi al bambino
attribuire eventi positivi alla fortuna.
Questo porta a:
biasimo costante del figlio.
Livelli di significato
Secondo la teoria della Gestione Coordinata del Significato di
W Barnett Pearce e Vernon Cronen.
Gli eventi familiari hanno:
diversi livelli di contesto
diverse priorità interpretative.
ABUSO E MALTRATTAMENTO INFANTILE
1. CONSEGUENZE DELLA VIOLENZA INFANTILE
Esperienze di violenza → effetti negativi
breve termine
medio termine
lungo termine
Nessun profilo psicologico unico del bambino abusato
Sintomi eterogenei
Indicatori:
aspecifici
presenti anche in altri disagi psicologici
⚠️ Gli indicatori devono essere usati:
non in modo esclusivo
non rigidamente
integrati con:
osservazione del bambino
osservazione della famiglia
valutazione multiprofessionale
2. DEFINIZIONE DI ABUSO
Obiettivo
creare definizione standardizzata e condivisa tra professionisti
Definizioni principali
Consiglio d’Europa (1981)
Abuso = insieme di atti e carenze che danneggiano:
integrità corporea
sviluppo fisico
sviluppo affettivo
sviluppo intellettivo
sviluppo morale
Manifestazioni:
trascuratezza
lesioni fisiche
-. lesioni psichiche
abuso sessuale
Convenzione diritti dei minori (1991)
Comprende:
abuso fisico
abuso mentale
trascuratezza
maltrattamento
sfruttamento sessuale
prostituzione minorile
pornografia
torture
sfruttamento economico
lavoro rischioso
OMS
Abuso = comportamento delle figure di cura che abusano del loro potere violando i diritti del bambino.
Aspetti da considerare nella valutazione
1. Disomogeneità delle definizioni
definizioni restrittive (giuridiche)
definizioni ampie (psicosociali)
2. Influenza culturale
Paesi occidentali:
violenza intrafamiliare
Paesi in via di sviluppo:
sfruttamento lavorativo
traffico di minori
prostituzione infantile
abuso istituzionale
⚠️ Importante; assenza di segni fisici NON esclude abuso
Modalità della violenza:
attiva
percosse
atti sessuali
omissiva
trascuratezza
abbandono
EMOTIONAL AVAILABILITY (EA)
Teorizzata da: Teorizzata da:
Robert Emde.
Indica:
qualità della connessione emotiva caregiver-bambino
ORIGINI TEORICHE
Il concetto integra:
teoria dell’attaccamento
→ Mary Ainsworth
teoria delle emozioni
→ Robert Emde
sviluppo del Sé
→ Margaret Mahler.
DEFINIZIONE
La disponibilità emotiva è:
la capacità dei partner di esprimere e rispondere alle emozioni reciproche.
È:
relazionale
diadica
bidirezionale.
EMOTIONAL AVAILABILITY SCALE (EAS)
Autori:
Zeynep Biringen
Jan Robinson.
Servono per valutare:
qualità emotiva dell’interazione caregiver-bambino.
SETTING
osservazione di gioco libero
videoregistrazione
durata circa 20 minuti
spesso in laboratorio.
SISTEMA DI CODIFICA
Scala:
Likert 1-7
Valutazione:
globale
non conteggio dei singoli comportamenti.
Serve:
training specifico dei codificatori.
DIMENSIONI DELLE EAS
Totale:
6 dimensioni
DIMENSIONI DEL GENITORE
1️⃣ Sensitivity
2️⃣ Structuring
3️⃣ Non-intrusiveness
4️⃣ Non-hostility
DIMENSIONI DEL BAMBINO
5️⃣ Responsiveness
6️⃣ Involvement
SENSITIVITY
Capacità del genitore di:
leggere segnali del bambino
rispondere in modo adeguato.
Indicatori:
affetto positivo
empatia
rispetto dei tempi del bambino
flessibilità.
STRUCTURING
Capacità di:
organizzare l’ambiente
fornire stimoli adeguati
sostenere l’autonomia del bambino.
NON-INTRUSIVENESS
Capacità di:
non interferire nelle attività del bambino
lasciare al bambino la guida del gioco.
NON-HOSTILITY
Assenza di:
aggressività
irritazione
sarcasmo
minacce.
RESPONSIVENESS (BAMBINO)
Valuta:
risposta del bambino agli stimoli del genitore
coinvolgimento emotivo.
Indicatori:
sorrisi
vocalizzazioni
gioco.
INVOLVEMENT (BAMBINO)
Valuta:
capacità del bambino di coinvolgere il genitore.
Indicatori:
iniziativa sociale
ricerca del caregiver.
Relazioni familiari
Si osserva se la famiglia promuove:
sostegno
oppure
dipendenza.
Triangolazione
Il figlio viene coinvolto nei conflitti di coppia?
Gestione dello stress
Si valuta:
capacità di coping
sensibilità emotiva.
Significato attribuito al bambino
Il figlio può essere:
oggetto di proiezioni
investito di aspettative irrealistiche.
4. Interazione con il mondo esterno
Valuta il rapporto della famiglia con il contesto sociale.
Reti di sostegno
Presenza di:
parenti
amici
servizi sociali.
Le reti sociali sono fattori protettivi.
Rapporto con i servizi
L’atteggiamento può essere:
ostile
dipendente
collaborativo.
5. Potenzialità di cambiamento
Area fondamentale nelle valutazioni cliniche e forensi.
Si analizzano:
Motivazione al cambiamento
Disponibilità a:
intraprendere terapia
modificare comportamenti.
Tempi di recupero
Occorre valutare se:
il cambiamento è compatibile con i bisogni del bambino.
Risposte ad aiuti precedenti
Si analizza:
adesione ai trattamenti
fallimento o interruzione.
L’assessment delle competenze genitoriali
La capacità genitoriale non è una caratteristica stabile.
È:
relazionale
influenzata dal contesto.
Per questo l’assessment deve considerare:
adeguatezza delle valutazioni precedenti
appropriatezza degli interventi effettuati
effetti delle decisioni professionali sulla famiglia.
Prospettiva transazionale nella valutazione familiare
Autori:
Peter Stratton e Hanks.
Questo approccio considera:
la famiglia come sistema interattivo
i comportamenti come risultato di influenze reciproche.
Modello derivato dal lavoro di Arnold Sameroff.
Adattamento del bambino
Il bambino sviluppa strategie di adattamento al contesto familiare.
Queste strategie possono essere:
funzionali nel breve termine
dannose nel lungo periodo.
Esempio:
bambini che diventano eccessivamente responsabili
bambini che si prendono cura dei genitori.
Obiettivi delle cure genitoriali
Le cure genitoriali adeguate devono:
1️⃣ Promuovere l’adattamento positivo del bambino
Si valuta se l’adattamento del bambino:
lo protegge
oppure lo espone a comportamenti disfunzionali
2️⃣ Favorire lo sviluppo delle competenze
La famiglia deve promuovere:
abilità cognitive
autonomia
capacità sociali.
Nei contesti disfunzionali il bambino può essere costretto a:
assumere responsabilità non adeguate alla sua età.
Strumenti di valutazione della famiglia
1️⃣ Colloquio clinico
È lo strumento principale di valutazione.
Durante il colloquio si considerano:
ciclo di vita familiare
genogramma
attaccamento
convinzioni e percezioni
attribuzioni causali
livelli di significato.
Il ciclo di vita della famiglia
Teoria sviluppata da:
Betty Carter e
Monica McGoldrick.
La famiglia attraversa fasi evolutive e deve adattarsi ai cambiamenti.
Elementi chiave:
transgenerazionalità
sviluppo nel tempo.
struttura familiare
relazioni tra i membri
eventi significativi.
Permette di individuare:
pattern intergenerazionali
ripetizione di problemi o risorse.