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Mario Lodi pt6 Capitolo 11(José González Monteagudo) e 12(Franco…
Mario Lodi pt6 Capitolo 11(José González Monteagudo) e 12(Franco Lorenzoni)
Il 2022 ha segnato il centenario della nascita di Lodi, un momento di riflessione sulla sua "grande marea" pedagogica e civile.
Lodi non agisce da solo, ma all'interno di un gruppo di insegnanti innovatori eredi delle tecniche del francese Célestin Freinet.
Il gruppo nasce da ideali democratici post-bellici.
L'obiettivo era abbattere l'arretratezza della scuola fascista per formare cittadini liberi e uguali
Negli ultimi anni della dittatura di Franco, gli insegnanti spagnoli
cercarono modelli alternativi alla scuola conservatrice del regime.
Nacquero movimenti di rinnovamento che
utilizzavano i testi di Lodi e degli italiani come strumenti di formazione "clandestina" e progressista.
Lodi viene inserito in un "canone" di grandi autori che hanno usato il formato biografico/narrativo.Le sue opere fondamentali:
C’è speranza se questo accade al Vho (1963)
Il paese sbagliato (1970)
Il libro del paese sbagliato è diviso in cinque parti della scuola elementare,
come un'opera teatrale in cinque atti dove il protagonista è il dialogo.
La cornice epistolare si apre e si chiude con due lettere a Katia (una studentessa, poi diventata maestra), che fungono da manifesto politico e pedagogico.
L’obiettivo è di documentare come una scuola possa trasformarsi da "prigione" a comunità creativa
Cominciare dal bambino (1977)
Insieme (1974)
Lui denuncia la scuola che vuole formare uomini "docili e passivi" per servire il sistema economico (il profitto e la proprietà privata)
Il docente deve "distruggere la prigione" scolastica e liberare il bambino dalla paura
I libri di testo sono visti come veicoli di ideologia del "padrone" e cultura statica
I voti sono considerati come strumenti di repressione burocratica
L'aspirazione di Lodi era una società di piena uguaglianza e cooperazione, opposta all'egoismo individualista.
L'originalità di Lodi sta nella trascrizione fedele delle discussioni dei bambini
Il testo mostra come i bambini di quinta elementare discutano di temi complessi come la morte, la solidarietà o il concetto di gruppo
La valorizzazione del bambino parte dagli interessi reali degli alunni per arrivare a tutte le materie (matematica, scienze, arte) attraverso il metodo della ricerca collettiva
Il linguaggio colloquiale dei bambini solitamente viene ignorato dalla scuola tradizionale.
egli si impone di raccogliere ogni riflessione dei bambini
Il suo diario non è una semplice cronaca, ma uno strumento di ricerca scientifica
L'educazione per Lodi non è una formula matematica, ma un lavoro di artigianato che nasce dall'incontro tra la cultura del maestro e quella (pari dignità) degli allievi
Scrivere ciò che dicono i bambini serve a dare valore ai loro pensieri.
Demolisce l'idea che esistano materie "importanti" (italiano,matematica) e materie "minori" (canto, disegno)
Per includere i figli degli analfabeti, Lodi usa la tipografia a scuola.
Ogni giorno inizia con una conversazione libera
È il "sottosuolo" vitale da cui nascono poi le lezioni di storia, scienza o geografia
Paragona i suoi alunni agli scienziati dei centri spaziali.
Il "Pressappoco"è una parola che indica una scienza non dogmatica, fatta di prove, errori e continui aggiustamenti
Lo scienziato (e il bambino) è colui che accetta di ricominciare se l'esperimento fallisce
Cita Piaget per spiegare che una verità ripetuta a memoria è solo una "mezza verità".
La verità diventa intera solo quando il bambino la "conquista" da solo,attraverso l'esperienza e la fatica
Quando la classe attacca la figlia di Lodi perché non crede all'inferno, Lodi non scappa
Il conflitto in classe diventa l'occasione per insegnare la tolleranza
Educare al pensiero significa educare a non
obbedire ciecamente
Egli ha interpretato il suo mestiere come l'attuazione pratica del comma II dell'Art. 3 della Costituzione
Il compito del maestro è dare strumenti ai "meno fortunati" per partecipare alla vita della Repubblica
Entrare in classe significava rendere vera la democrazia dopo il ventennio fascista, che aveva annullato il pensiero critico e la pedagogia attiva in favore dell'obbedienza militare
Il compito del maestro non finisce al suono della campanella. È un impegno civile che deve uscire dalle mura.
i bambini portavano a scuola un sapere "concreto" (natura, cicli agricoli, riti comunitari)
Oggi invece sono immersi in un groviglio caotico di stimoli digitali, immagini e suoni che spesso impediscono il "fermarsi" e il gioco reale
La scuola non è più l'unica fonte di sapere. Il sapere è ovunque, frammentato e spesso frastornante.
Oggi non basta più il rapporto "
Maestro-Allievo
".
Serve una Comunità Educante che coinvolga genitori, associazioni, enti locali e parrocchie
Il fulcro è che il bambino ha il diritto di mettersi in gioco e di essere sé stesso nell'apprendimento, indipendentemente dagli adulti.