La parte psicotica della personalità essendo ostile a qualsiasi forma di pensiero, di qualsiasi natura esso sia, conscio ed inconscio, ideografico o verbale, espone sotto i colpi della scissione e della proiezione identificativa non solo l'apparato percettivo con la coscienza, ma lo stesso pensiero ideografico preverbale. Il soggetto psicotico si viene a trovare così in una condizione che non può essere definita nè di vita nè di morte, nella quale sperimenta una nuova forma di prigionia, circondato dai frammenti espulsi, minacciosi, invadenti e persecutori. ''Questi OGGETTI BIZZARRI, tanto complessi per quanto primitivi, assumono perciò degli aspetti che, osservati dalla parte non psicotica della personalità, hanno tutte le caratteristiche della materia, degli oggetti anali, degli stimoli sensoriali, delle idee o del Super-Io''. Il tentativo di riparare l'Io da questo attacco devastante è compiuto dal soggetto durante l'analisi, mediante il recupero delle particelle scisse, espulse ed inserite negli oggetti reali. Ma il recupero di queste parti scisse può avvenire, afferma Bion, solo mediante un'IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA ALLA ROVESCIA, cioè ripercorrendo in senso inverso la via dell'espulsione. Infatti, se il paziente si accorge che l'analista gli ha messo dentro uno di questi frammenti, o se è riuscito a prenderne qualcuno attraverso questa introiezione anomala, egli sperimenterà questo avvenimento come un atto di violenza. Gli oggetti così riportati all'interno della personalità sono dunque degli accumuli, agglomerati, non distinguibili, appiccicati alla rinfusa. A risentirne di questo stato di cos'è la formazione del simbolo il cui valore terapeutico consiste nell'unire due diversi oggetti in modo che si somiglino, lasciando però ad ognuno di essi la sua intrinseca qualità.
In sintesi, si può quindi dire che lo psicotico popola il proprio ambiente di OGGETTI BIZZARRI che, invece di essere resi inconsci dalla rimozione tormentano la percezione. Il progresso nei pazienti psicotici si potrà ottenere solo quando il paziente riuscirà ad elaborare gli attacchi distruttivi al proprio Io, sostituendo all'identificazione proiettiva i meccanismi della rimozione e dell'introiezione
PSICHE: usata per indicare principalmente i processi affettivi dell'individuo.
Per Bion, la psiche è dotata di un apparato ordinato in 4 ripartizioni: pensiero associato alla modificazione e alla fuga, identificazione proiettiva eccessiva associata alla fuga mediante l'evacuazione; onniscienza (io so tutto); comunicazione. Questo apparato è programmato per manipolare ed elaborare i pensieri, cioè i contenuti mentali innati (le preconcezioni) che incontrano una realizzazione positiva; egli inoltre associa alla facoltà del pensare due diverse possibilità, quella di creare pensieri nuovi e quella di trasformare pensieri preesistenti.
Nel terzo periodo, Bion illustra come in una personalità molti fattori si combinino fra di loro determinando entità stabili chiamate ''FUNZIONI'', cui termine si riferisce a un'attività mentale generata da un insieme di fattori interagenti tra loro; tra le funzioni più importanti abbiamo la FUNZIONE ALFA. In ''Apprendere dall'esperienza'' del 1962, Bion spiega che la strutturazione della personalità avviene in seguito alla capacità del soggetto di processare psichicamente le esperienze emotive (cioè di dare un significato a queste esperienze tramite il pensiero). Per fare questo il soggetto deve ''trasformare'' le emozioni in oggetti di pensiero dotati di significato: in questo modo la personalità si struttura in modo sano.