Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
Pedagogie contemporanee: Bruner e Bloom - Coggle Diagram
- Pedagogie contemporanee: Bruner e Bloom
Nel secondo dopoguerra, in un contesto mondiale segnato dalla fine della Seconda guerra mondiale, dalla Guerra fredda e da un forte sviluppo scientifico e tecnologico, nasce l’esigenza di ripensare all’educazione.
Le società occidentali iniziano a interrogarsi su come formare cittadini capaci di pensare, comprendere e partecipare attivamente alla vita democratica.
si sviluppano le pedagogie contemporanee, fortemente influenzate dalla psicologia cognitiva e dall’idea che l’apprendimento sia un processo attivo di costruzione della conoscenza.
Jerome Bruner e Benjamin Bloom, propongono modelli diversi ma complementari di insegnamento e apprendimento.
Jerome Bruner(1915-2016), riconosce a Dewey di aver messo al centro l’esperienza e l’attività dello studente, ma lo critica perché un’educazione basata solo sull’esperienza rischia di diventare dispersiva se non è sostenuta da una solida struttura dei contenuti.
Per lui non basta “fare esperienza” ma è necessario che l’apprendimento sia organizzato in modo rigoroso, affinché lo studente possa cogliere la struttura profonda delle discipline.
ogni disciplina possiede una struttura fondamentale (un insieme di concetti chiave, relazioni e principi che la rendono comprensibile).
Insegnare significa aiutare lo studente a scoprire questa struttura, non a memorizzare informazioni isolate.
-
Bruner riflette su 2 forme del pensiero, distinguendole tra :
Narrativo
è il modo in cui gli esseri umani danno senso all’esperienza attraverso storie, racconti e significati.
Logico-Paradigmatico
è quello delle scienze e della logica: cerca leggi generali, spiegazioni causali e dimostrazioni.
la scuola tradizionale valorizza quasi esclusivamente il pensiero logico, trascurando quello narrativo, che invece è fondamentale per la costruzione dell’identità, della comprensione di sé e degli altri.
Benjamin Bloom(1913-1999). E' IL PRIMO A SUPERARE UNA VISIONE SOLO COGNITIVA (il secondo è Gardner), infatti elabora una classificazione degli obiettivi educativi, nota come tassonomia di Bloom, che distingue 3 domini dell’apprendimento.
2) il dominio affettivo
riguarda atteggiamenti, valori, emozioni e motivazioni.
-
1) il dominio cognitivo
riguarda le conoscenze e le abilità intellettuali, come ricordare, comprendere, applicare, analizzare, valutare e creare.
es. Imparare una poesia non significa solo conoscerne il testo (dominio cognitivo), ma anche sviluppare un apprezzamento emotivo per il suo significato (dominio affettivo) e saperla recitare correttamente (dominio psicomotorio).
-
Egli elabora il"mastery learning",Secondo questa teoria, quasi tutti gli studenti possono raggiungere alti livelli di apprendimento se vengono messi nelle condizioni giuste.
prevede che l’insegnamento sia organizzato in unità chiare, con obiettivi precisi, verifiche frequenti e interventi di recupero per chi incontra difficoltà.
L’insegnante è una guida che osserva, accompagna e sostiene l’apprendimento. Deve saper adattare i tempi, differenziare gli interventi e offrire feedback continui.
L’educazione diventa così un processo intenzionale, progettato e orientato allo sviluppo di tutte le potenzialità dello studente.
Bloom sostiene che la verifica non è solo punitiva, ma è uno strumento educativo perchè aiuta l'alunno a crescere