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ACQUA NEL TERRENO
Il punto di appassimento (PA) è la condizione del suolo in cui l’acqua è ancora presente, ma è trattenuta con una forza così elevata dalle particelle del terreno da non poter più essere assorbita dalle radici.
In questa situazione la pianta non riesce a compensare la perdita di acqua dovuta alla traspirazione, perde turgore, le foglie si afflosciano e si verifica l’appassimento. Se la condizione persiste, l’appassimento diventa permanente e la pianta non si riprende nemmeno se viene posta in un ambiente umido.
Dal punto di vista tecnico, il punto di appassimento si verifica quando l’acqua è trattenuta nei pori più piccoli del terreno e il potenziale idrico è molto basso (circa –1,5 MPa).
La differenza tra la capacità idrica di campo e il punto di appassimento rappresenta l’acqua disponibile, cioè la quantità di acqua che le piante possono effettivamente utilizzare per vivere e crescere.
Nel suolo l’acqua può trovarsi in tre diversi stati, che si distinguono in base a come è trattenuta e alla sua disponibilità per le piante.
L’acqua igroscopica è quella trattenuta in modo molto forte dalle particelle del terreno, soprattutto nei pori più piccoli e sulla superficie dei colloidi argillosi. È legata da forze intense e non può essere assorbita dalle radici, quindi non è utilizzabile dalle piante.
L’acqua gravitazionale, infine, è quella che occupa i pori più grandi subito dopo una pioggia o un’irrigazione abbondante. Non è trattenuta dal terreno e tende a scendere verso il basso per effetto della gravità (acqua di sgrondo). È solo temporaneamente presente nel suolo e generalmente non è disponibile per le piante.
L’acqua capillare è trattenuta nei pori medi e piccoli grazie alle forze di adesione e coesione. Non defluisce per gravità e rappresenta la principale riserva idrica disponibile per le piante, perché può essere assorbita dalle radici. È l’acqua più importante dal punto di vista agronomico.
La capacità idrica di campo è la quantità massima di acqua che un terreno riesce a trattenere dopo che l’acqua in eccesso è defluita verso il basso per effetto della gravità. Quando piove molto o si irriga abbondantemente, tutti i pori del suolo si riempiono d’acqua; successivamente, l’acqua che non può essere trattenuta scende negli strati più profondi, mentre quella che rimane aderente alle particelle del terreno rappresenta appunto la capacità di campo.
Dal punto di vista tecnico, questo stato si verifica quando il suolo ha perso l’acqua gravitazionale ma trattiene ancora l’acqua nei pori più piccoli, grazie alle forze di adesione e coesione. È una condizione molto importante perché indica la quantità di acqua effettivamente disponibile per le piante.
La capacità idrica di campo varia in base alla tessitura del terreno. I terreni sabbiosi, avendo pori grandi, trattengono poca acqua e quindi hanno una bassa capacità di campo. I terreni argillosi, invece, grazie ai pori più piccoli, riescono a trattenere molta più acqua e hanno una capacità di campo elevata. I terreni franchi presentano una situazione intermedia.
L’acqua disponibile è la quantità di acqua del suolo che le piante possono effettivamente assorbire e utilizzare per i loro processi vitali.
Si calcola come differenza tra la capacità idrica di campo, cioè l’acqua trattenuta dal terreno dopo il drenaggio di quella in eccesso, e il punto di appassimento permanente, cioè la condizione in cui l’acqua è ancora presente nel suolo ma è trattenuta troppo fortemente per essere assorbita dalle radici.
La quantità di acqua disponibile varia a seconda del tipo di terreno: nei terreni sabbiosi è generalmente ridotta, in quelli argillosi può essere maggiore, mentre nei terreni franchi è di solito equilibrata e favorevole alla crescita delle colture.
La riserva utilizzabile è la parte dell’acqua disponibile che la pianta può assorbire facilmente, senza andare incontro a condizioni di stress idrico.
Si tratta quindi di una quota dell’acqua compresa tra la capacità idrica di campo e il punto di appassimento permanente, ma limitata alla fascia in cui l’estrazione da parte delle radici avviene senza difficoltà. Quando il contenuto idrico del suolo scende al di sotto di questa soglia, la pianta deve esercitare uno sforzo maggiore per assorbire l’acqua e iniziano a comparire i primi segni di stress.
la riserva utilizzabile rappresenta la “scorta di sicurezza” del terreno: è la quantità di acqua che può essere consumata prima che sia necessario intervenire con un’irrigazione per evitare cali di crescita o produzione.
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