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Kierkegaard – padre dell’esistenzialismo - Coggle Diagram
Kierkegaard – padre dell’esistenzialismo
Kierkegaard mette al centro l’individuo concreto, la scelta, l’angoscia e il rapporto personale con Dio, opponendosi alla filosofia astratta e sistematica di Hegel.
🔹 1. Critica a Hegel
Rifiuto della universalità astratta.
L’esistenza non può essere ridotta a un sistema.
L’individuo non è un momento dello Spirito, ma una singolarità irriducibile.
No dialettica: la vita è fatta di alternative inconciliabili (“aut–aut”).
🔹 2. L’esistenza come singolarità
L’uomo è esistenza concreta, non concetto.
L’esistenza è divenire, scelta, rischio.
L’individuo vive nella soggettività, non nell’universalità.
🔹 3. L’angoscia e la libertà
La libertà genera vertigine: possibilità infinita → angoscia.
L’angoscia non è malattia, ma condizione dell’uomo libero.
L’uomo sceglie senza garanzie: responsabilità totale.
Stadio estetico
Dominio del piacere, dell’attimo, dell’immediatezza.
Figura simbolo: Don Giovanni.
Esito: disperazione.
Stadio etico
Scelta stabile, responsabilità, dovere.
L’individuo si impegna nella vita concreta.
Esito: limite dell’etica → bisogno di qualcosa di più.
Stadio religioso
Rapporto personale con Dio.
Paradosso: fede oltre la ragione.
Figura simbolo: Abramo (timore e tremore).
La fede è salto nell’assurdo.
🔹 5. La fede come paradosso
La fede non è sapere, è salto.
Dio è infinito e l’uomo è finito → rapporto paradossale.
La verità è soggettiva: si vive, non si dimostra.
🔹 6. Temi chiave
Aut–aut: scelta radicale.
Soggettività come verità.
Paradosso e assurdo.
Angoscia come condizione della libertà.
Fede come salto.