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PERSONAGGIO CINEMATOGRAFICO E RECITAZIONE - Coggle Diagram
PERSONAGGIO CINEMATOGRAFICO E RECITAZIONE
LA CENTRALITA' DEL PERSONAGGIO
= Il personaggio è l'elemento primario da identificare nella sceneggiatura. È spesso il "motore" della storia: la sua motivazione a superare ostacoli è ciò che porta alla soluzione finale
PRESENTAZIONE DEL PERSONAGGIO
= È il momento in cui il personaggio viene introdotto nel racconto (non coincide per forza con l’entrata in scena).
Serve a mostrare tutte o parte delle caratteristiche essenziali del personaggio.
FUNZIONE PERSONAGGI
Antagonista
= rivale che si oppone all’eroe.
Compagno
= aiuta l’eroe nel viaggio, può esserci legame affettivo.
Protagonista
= eroe attorno a cui gira la storia (crescita, azione, sacrificio). I difetti lo rendono umano. Permette identificazione e proiezione. Può essere anche anti-eroe.
Maestro
= guida che indica la strada.
CODICI CINEMATOGRAFICI
LUCE OMBRA E COLORE
= Luce diegetica/extradiegetica; ombra come terrore o censura; il colore "veste" i personaggi.
MONTAGGIO
=relazione tra soggetto e oggetto o tra più soggetti; può sottolineare i sentimenti.
MOVIMENTI DI MACCHINA
= carrello o zoom per seguire il personaggio.
SCENOGRAFIA
= può fondersi con il personaggio o creare contrasto; può esprimere punto di vista soggettivo.
INQUADRATURA
Durata
=determina l’intensità drammatica
Spazio
=campi, piani, organizzazione dello spazio, angoli di ripresa
MUSICA
=sottolinea la drammaticità
LA TRASFORMAZIONE DEL PERSONAGGIO
=
Il personaggio cambia durante il film.
Differenza tra personaggio statico e dinamico.
C’è un punto di rottura in cui il personaggio lascia il passato e cambia strada.
Il personaggio tridimensionale ha pensieri, azioni ed emozioni.
LO SPETTATORE
=
Il film funziona anche grazie allo spettatore.
C’è un doppio movimento:
PROIETTIVO
-> lo spettatore mette dentro al film le proprie emozioni, pensieri o esperienze.
INTROIETTIVO
-> quando il film entra dentro lo spettatore e gli fa provare emozioni, pensieri o sensazioni.
LA SPONTANEITA'
= L'attore deve ascoltare e reagire come se vivesse tutto per la prima volta. Esempio: primi piani con sguardi inespressivi davanti a una tragedia spesso funzionano meglio, perché è il pubblico a proiettare le proprie emozioni sul volto dell'attore.
METODO STANISLAVSKIJ
= Passaggio dal "fare" il personaggio all'essere il personaggio.
L'attore deve pensare ciò che il personaggio pensa e memorizzare i particolari.
Due parti del lavoro: Lavoro su di sé nel processo di creazione/prove; lavoro su di sé nel processo di esecuzione scenica.
L'emozione va espressa e comunicata al pubblico.