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COLZA, SOIA - Coggle Diagram
COLZA
1. Morfologia
• Apparato radicale: Fittonante e molto robusto; è in grado di approfondirsi notevolmente (oltre 1 metro), migliorando la struttura del suolo.
• Culmo: Fusto eretto, ramificato, di altezza variabile tra 1 e 1,5 metri.
• Foglie: Le basali sono picciolate e lobate, mentre le cauline (sul fusto) sono sessili, lanceolate e avvolgono parzialmente il fusto. Sono ricoperte da una patina cerosa glauca.
• Infiorescenza: Un grappolo terminale (racemo) con fiori gialli tipici a quattro petali disposti a croce.
• Frutto: Una siliqua (capsula allungata) che contiene numerosi piccoli semi sferici di colore bruno-nerastro.
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5. Concimazione
La colza è molto esigente, spesso definita "vorace":
• Azoto (N): Richiede circa 120-160 kg/ha, frazionati tra l'uscita dall'inverno (ripresa vegetativa) e la fase di levata.
• Zolfo (S): Elemento indispensabile per le Brassicaceae per la sintesi degli oli e delle proteine. Se carente, la produzione crolla.
• Fosforo e Potassio: Distribuiti in pre-semina per favorire lo sviluppo del fittone e la resistenza al freddo.
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6. Diserbo
Il controllo delle infestanti è cruciale nelle prime fasi, poiché la colza è lenta a coprire il suolo in autunno. Si interviene generalmente in pre-emergenza o post-emergenza precoce. È particolarmente importante eliminare le altre Brassicacee selvatiche (come il senape) che inquinerebbero la qualità dell'olio.
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2. Fisiologia
È una pianta microterma a ciclo autunno-vernino. La fase critica è la vernalizzazione (bisogno di freddo) per indurre la fioritura. Ha una crescita iniziale a rosetta durante l'inverno. È molto sensibile ai ristagni idrici, ma tollera bene le basse temperature, purché abbia raggiunto lo stadio di 6-8 foglie prima del gelo intenso.
SOIA
1. Morfologia
• Apparato radicale: Fittonante, raggiunge profondità medie (60-80 cm). Sulle radici sono presenti i tubercoli radicali, strutture formate dal batterio Bradyrhizobium japonicum per la fissazione dell'azoto.
• Culmo: Eretto, ramificato, alto dai 50 ai 130 cm, ricoperto da una fitta peluria (pubescenza).
• Foglie: Trifogliate (composte da tre foglioline), anch'esse pelose.
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• Frutto: Un baccello corto, peloso, contenente da 1 a 4 semi di forma globosa o appiattita, generalmente di colore giallo.
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4. Semina
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• Dose: 70-90 kg/ha di seme per un investimento di 30-40 piante per m^2 in primo raccolto (fino a 50 in secondo).
• Inoculazione: Se la soia non è stata coltivata di recente nel campo, il seme deve essere trattato con l'apposito batterio fissatore prima della semina.
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5. Concimazione
• Azoto (N): In genere non serve, grazie alla simbiosi. Una piccola dose "starter" (20-30 kg/ha) può aiutare nelle primissime fasi.
• Fosforo e Potassio: Importanti per la fioritura e la qualità del seme, vengono distribuiti in pre-semina.
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2. Fisiologia
È una pianta C3, macroterma e tipicamente brevidìurna (fiorisce quando le giornate si accorciano).
• Azotofissazione: Grazie alla simbiosi radicale, la soia è autosufficiente per l'azoto.
• Esigenze termiche: Richiede temperature sopra i 10-12 °C per germinare e soffre molto i ritorni di freddo.
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