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De vulgari eloquentia - Coggle Diagram
De vulgari eloquentia
I concetti base
Il De vulgari eloquentia è un trattato di retorica scritto nello stesso periodo del Convivio (1304-07) in latino, in quanto Dante vuole rivolgersi ai dotti, allo scopo di convincerli del valore della lingua volgare.
Nel primo libro, dopo aver narrato la storia del linguaggio umano a partire dal mito biblico della torre di Babele, Dante passa in rassegna tutti i dialetti d’Italia alla ricerca di un volgare «illustre», «cardinale», «aulico» e «curiale» che si possa adattare allo stile sublime o «tragico», ma non lo rintraccia in alcuno di essi.
Conclude allora affermando che il volgare «illustre» dovrà essere elaborato dai dotti sparsi nelle varie città d’Italia.
Nel secondo libro l’autore afferma che le armi, l’amore, la virtù sono gli argomenti che si convengono allo stile «tragico» e la forma poetica più adatta è quella della canzone.
Cosa tratta
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conclude il processo di affermazione del volgare come lingua della cultura che si era svolto lungo tutto il corso del Duecento
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