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Il partito comunista italiano e l’URSS: da Togliatti a Bellinguer
L'era di Palmiro Togliatti (1944-1964): Il "Doppio Binario"
Togliatti fu un dirigente del Comintern e visse a lungo a Mosca; la sua figura incarna il paradosso di un leader fedelissimo all'URSS ma pragmatico in Italia.
La Doppiezza Togliattiana: Togliatti portò avanti una strategia definita "doppiezza": da un lato, il PCI era un partito d'ordine che partecipava alla vita democratica; dall'altro, manteneva una struttura paramilitare clandestina e alimentava nella base l'idea che la democrazia fosse solo una fase di passaggio verso la rivoluzione proletaria sul modello sovietico.
Il 1956: L'anno della crisi: Dopo il XX Congresso del PCUS, dove Krusciov denunciò i crimini di Stalin, Togliatti propose la teoria della "Policentricità". Sosteneva che il movimento comunista non dovesse più avere un unico centro (Mosca), ma diversi centri autonomi. Tuttavia, quando l'Ungheria insorse contro l'URSS nello stesso anno, Togliatti scelse la realpolitik: definì gli insorti "controrivoluzionari" e appoggiò i carri armati sovietici per evitare il collasso del blocco comunista.
Il Memoriale di Yalta (1964): Scritto poco prima di morire, rappresenta il testamento politico di Togliatti. In questo documento, criticò apertamente la lentezza dell'URSS nel processo di democratizzazione e ribadì che ogni paese doveva trovare la propria strada nazionale al socialismo.
Luigi Longo e la "Primavera di Praga" (1964-1972)
Sotto Luigi Longo, il distanziamento dall'URSS divenne più esplicito di fronte alla violenza sovietica.
L'invasione della Cecoslovacchia (1968): A differenza di quanto accaduto nel 1956, il PCI di Longo espresse un "fermo dissenso" contro l'invasione sovietica che soffocò la Primavera di Praga. Fu la prima volta che il PCI condannò ufficialmente un'azione militare dell'URSS, segnando una frattura emotiva e politica irreversibile con Mosca.
Enrico Berlinguer e lo "Strappo" (1972-1984)
Berlinguer portò il PCI alla sua massima forza elettorale (34,4% nel 1976) proprio mentre recideva il cordone ombelicale con l'Unione Sovietica.
L'intervista sul "Paracadute della NATO" (1976):
In un'intervista storica a Giampaolo Pansa, Berlinguer dichiarò di sentirsi più sicuro nel costruire "il socialismo nella libertà" restando nel sistema occidentale protetto dalla NATO, piuttosto che nel blocco sovietico. Fu una rivoluzione copernicana: il leader comunista riconosceva la superiorità del sistema di garanzie democratiche dell'Occidente.
L'Eurocomunismo: Insieme a Georges Marchais (Francia) e Santiago Carrillo (Spagna), Berlinguer teorizzò l'Eurocomunismo. L'obiettivo era creare un modello di socialismo che accettasse il pluralismo politico, la libertà di stampa e il mercato, distanziandosi dal totalitarismo sovietico.
Lo Strappo Definitivo (1981): In seguito alla legge marziale in Polonia (per schiacciare il sindacato Solidarność), Berlinguer dichiarò in TV che "la spinta propulsiva della Rivoluzione d'Ottobre si è esaurita". Questo "strappo" sancì che il modello sovietico non era più una fonte di ispirazione ma un vicolo cieco autoritario.
La Questione Morale: Negli ultimi anni, Berlinguer si concentrò sulla pulizia interna dei partiti italiani, cercando di distinguere il PCI dalla corruzione del sistema dei partiti (DC e PSI), ma questo lo portò a un isolamento politico crescente rispetto ai governi di "Pentapartito".
L'evoluzione del Rapporto:
1944-1955: Togliatti, Svolta di Salerno / Ungheria '56, Totale allineamento strategico e ideologico.
1964-1968: Longo, Invasione di Praga (1968), Primo dissenso pubblico e condanna dell'intervento.
1972-1981: Berlinguer, Strappo del 1981, Rottura ideologica: il modello URSS è considerato fallito.
L'eredità finale
Il PCI di Berlinguer divenne un partito socialdemocratico nei fatti, ma rimase comunista nel nome e nei simboli per non perdere la propria base sociale. Questa ambiguità si risolse solo con la Svolta della Bolognina (1989) di Achille Occhetto, che portò allo scioglimento del PCI subito dopo la caduta del Muro di Berlino, dando vita al PDS (Partito Democratico della Sinistra).