Un lattante di 7 mesi giunge in UO di pediatria, in quanto la mamma riferisce, che da qualche giorno, suo figlio Alessandro, presenta qualche episodio di vomito, e ha cominciato ad avere qualche scarica diarroica. I genitori, riferiscono che ha eseguito una visita dal pediatra due giorni prima. il quale ha consigliato di dare una soluzione reidratante per OS e di attaccarlo al seno poco e spesso.
In ambulatorio, il bambino si era presentato reattivo, piangeva con lacrime e non presentava secchezza delle mucose. Per tale motivo, era stato rimandato a domicilio.
Il giorno successivo, però, la madre, riferisce che il piccolo a domicilio, ha presentato febbre, diuresi contratta, diminuzione dell'appetito, e si attaccava poco al seno. La mamma riferisce che a casa ha un'altra bambina di 3 anni, che va all'asilo e anche lei, la scorsa settimana è stata a casa con la gastroenterite.
All'arrivo in PS il bambino presenta questi segni e sintomi:
TC: 39°C, SatO2: 98%, FR:70 atti/min, FC: 180bpm, PA 60/70mmHg, vomito persistente, oliguria, scariche diarroiche e maleodoranti, sonnolenza, cute grigiastra, occhi alonati, alito acetonico e iniziato lo svezzamento.
Colloquio con i genitori: il lattante si presenta letargico, in disidratazione >5%, tempo di refill <2'', ridotto turgore della cute valutato tramite plica cutanea, piange senza lacrime, mucose secche, pannolino appena bagnato, tachicardia, tachipnoico, SatO2 98%, parzialmente vaccinato, in quanto le dosi di vaccino sono state posticipate causa bronchioli a 3 mesi. In corso di visita, presenta scarica liquida verdastra. Vengono richiesti esecuzione di EE, reperito accesso venoso, con SF 100ml+ ondansetron 1mg.
P: Coping inefficace da parte dei genitori.
E: Secondario a gastroenterite o alterazione dello stato di salute del secondogenito.
S: Che si manifesta con: preoccupazione per lo stato di salute dei bambini ed eventuali manovre invasive e senso di inadeguatezza per la gestione domiciliare del primogenito.
Obiettivo: i genitori conoscono la patologia, l'eziologia, i segni e sintomi ed eventuali complicanze (squilibrio idroelettrolitico) e acquisiscono la sicurezza riguardo alle procedure svolte sul bambino. I genitori esprimono le proprie insicurezze, dubbi o domande al personale medico ed infermieristico.
Interventi eseguire un breve colloquio con eventuale consegna di materiale scritto ai genitori per favorire una maggiore consapevolezza riguardante la malattia, informare i genitori riguardo tutte le manovre da effettuare sul lattante, incoraggiarli ad esprimere le loro preoccupazioni e alleviare le loro ansia, mantenere un ambiente tranquillo di accettazione, incoraggiare la routine di casa e favorire i rapporti con la famiglia.
P: Dolore
E: Correlato alla procedura di posizionamento di CVP.
S: Che si manifesta con pianto ed agitazione del bambino.
Obiettivo: il bambino non presenterà dolore durante il posizionamento del CVP.
Interventi: valutare il livello cognitivo/conoscenze ed il grado di ansia nel bambino e della sua famiglia, riguardo la necessità di reperire un accesso venoso, preparare la famiglia prima dell'esecuzione del CVP, creare un luogo che favorisca tranquillità al bambino/genitori, monitorare l'insorgenza del dolore tramite scale di valutazione e manipolare il bambino dolcemente.
Il secondo giorno di ricovero, il bambino, ai successivi controlli, appare più reattivo, è sfebbrato e non ha più avuto episodi di vomito da 24h. I PV sono in miglioramento. Gradualmente il bambino riprende con la rialimentazione orale, quindi si procede a rimuovere il SNG, non più necessario.
Durante la visita medica del 3° giorno, il bambino appare: apiretico da 24h, cute rosea, mucose idratate, recupero del peso corporeo rispetto ai valori precedenti al ricovero, le scariche iniziano ad essere formate e meno frequenti, diuresi presente e il bambino è attivo al seno e la suzione è efficace.
Si decide di rimuovere l'idratazione EV e di trattenerlo in osservazione ancora per un giorno. Il 4° giorno di ricovero il bambino è molto più reattivo, sorridente e presenta solo 2 scariche diarroiche al giorno semiformate. I pasti sono adeguati e la mamma riferisce che il bambino è tornato tale, si decide quindi di dimetterlo, con le indicazioni su come procedere con la convalescenza a domicilio.
P: Nutrizione alterata inferiore al fabbisogno
E: Secondaria a gastroenterite
S: Che si manifesta con: episodi di vomito e diarrea, suzione poco efficace, scarso introito di cibo e diuresi scarsa.
Obiettivi: nelle prime 24h verrà garantito un adeguato fabbisogno energetico, a 48h sarà in grado di nutrirsi per via orale, senza presentare vomiti.
Se in miglioramento, entro 3 giorni il bambino completerà l'intero pasto con suzione efficace, si presenterà sazio e tranquillo al termine del pasto, il peso sarà in crescita, ci sarà una ripresa della diuresi e saranno diminuite le scariche diarroiche.
Interventi: pesare mattina e sera, sempre nelle solite condizioni (nudo e a digiuno), rilevazione frequente di eventuali segni di disidratazione, PV, favorire l'inserimento di SNG e/o accesso venoso per infusione di liquidi, monitoraggio E/U nelle 24h e eseguire EGA su OM per rilevare eventuali squilibri idroelettrolitici.