Il 1348 è, per P., un anno di lutti: a causa della pestilenza muoiono Laura e il cardinale Giovanni Colonna, al cui servizio il poeta era rimasto lunghi anni. Questi eventi segnano uno spartiacque non solo nella biografia ma anche nella produzione letteraria: da un lato, la volontà di raccontarsi attraverso l'epistolario, secondo il modello ciceroniano, dall'altro, l'idea di raccogliere le proprie liriche in volgare in un libro organico e ben strutturato. Sempre più l'interesse di P. si volge alla meditazione sulla fragilità e la contraddittorietà della vita umana, come testimonia il Secretum, l'opera che più esprime il dissidio interiore.