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Gambarin, Ortis - Coggle Diagram
Gambarin, Ortis
MI Ortis 1801 :star:
Nella notizia bibliografica racconta che un libraio torinese diede la stampa di Vera storia di due amanti infelici; la notizia lo avrebbe indotto a riprendere l'Ortis e farlo stampare a Mainardi. Però nella notizia bibliografica anticipa di un anno la protesta, e che in questa, l'edizione torinese è data come pubblicata, mentre nella notizia si parla di un manifesto ---> informazioni errate.
Foscolo non aveva mai rinunciato al romanzo; allora lascia Firenze per Milano nel 1801, pubblicando l'Ortis di proprio conto e preoccupandosi di collocare le copie
Di questa edizione esiste l'esemplare di Weimar, inviato a Goethe.
Mentre l'Ortis foscoliano 1798 era rimasto interrotto dalla partenza di Jacopo, qui fa seguito una lettera a Lorenzo da Rovigo (non preceduta da avvertimento circa i frammenti scritti in diversi fogli: è una lettera compiuta).
Si tratta dell'ultimo addio di Jacopo a Lorenzo e Teresa in cui si manifesta incertezza per il futuro di Jacopo > lascia il lettore nell'ansia di conoscere il futuro di Jacopo.
E' la prima edizione rifatta del romanzo ma incompiuta: ispirazione e motivi entreranno l'anno successivo
Lettera da Padova (pp. 41-43) vi sono tre capoversi che hanno un riscontro con lettere all'Arese: inoltre non c'è la lettera A Teresa, il frammento della storia di Lauretta di cui manca un brano. L'assenza di questi non prova nulla cronologicamente (no edizione anteriore a relazione con Arese): è un'edizione che rientra nel periodo di passione con Arese.
Il poeta si serve del proprio carteggio amoroso, anche nell'Ortis 1802.
Foscolo nella Not. bibl. racconta che lo stampatore, Mainardi, sgomentato da alcuni passi, stampa poche copie e sottrae i contenuti più pericolosi
Foscolo decide di ultimare il romanzo, ma secondo quanto lui stesso riporta nella Notizia bibl. non si affida al Mainardi. Afferma che nessun altro stampatore nella Cisalpina sarebbe stato disponibile: dunque si affida ad un gentiluomo a Venezia che stampa una settantina di copie.
Il volume di Weimar però non reca traccia di soppressioni: inoltre non è vero che Foscolo non riesca a trovare un'editore.
L'edizione veneziana dunque sarebbe inesistente, e servirebbe a dimostrare che l'edizione zurighese (1816) corrisponde ad una riproduzione fedele della prima. In realtà solo nell'edizione svizzera Foscolo aggiunge la lettera del 17 marzo sulla servitù dell'Italia
Inoltre Mainardi aveva stampato sul Monitore cose ben più gravi dell'Ortis: molto probabilmente si è creato un dissenso tra autore e stampatore.
Ortis 1802 :star:
Foscolo si affida alla stamperia del Genio tipografico, e la stampa non inizia molto dopo la sospensione della precedente. Nel settembre, F. annuncia che il libro sarebbe stato pronto nell'ottobre: però verso la metà del mese il libro era pronto, ma mancava denaro per la tiratura e la legatura.
Superata questa difficoltà, Foscolo scrive molto soddisfatto al Bodoni.
Furono tirati sia esemplari comuni, sia esemplari di lusso: nella Notizia bibl. Foscolo afferma che non è un'edizione copia della veneziana, ma lontana da questa.
Costituisce la prima edizione originale dell'Ortis, a cui si attengono le posteriori, e che vende con rapidità.
MN Ortis 1802
E' un' edizione che secondo Foscolo, imita quella milanese per carattere e numero di pagine.
Gambarin però specifica che il numero di pagine 248 non corrisponde a quello milanese (244), e che i caratteri sono leggermente più grossi (tanto che lo stampatore usa più spazi bianchi).
Nonostante Foscolo la presenti come una copia fedele della milanese, la collazione rivela che si tratta di una ristampa autonoma.
1803 Ortis
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E' stata un'edizione stampata da Agnello Nobile, con cui Foscolo stringe un contratto, secondo cui cede la "seconda edizione".
Nonstante il contratto sia del 1803, l'edizione nel frontespizio riporta data 1802: tuttavia si è certi che sia stata stampata da Agnelli perché, i caratteri usati sono gli stessi delle Poesie di Foscolo, stampate sempre per suddetto contratto.
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