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Gambarin, Ortis - Coggle Diagram
Gambarin, Ortis
Nel 1796, nel Piano Studi, è presente un accenno ad un'opera, Laura lettere, che gli studiosi hanno ritenuto come Proto-Ortis.
Essenziale è la condizione spirituale del poeta tra 1795-1798: anni difficili, di tristezza ma può contare sulla poesia malinconica (Petrarca, Tibullo) e sugli affetti familiari
Quest'opera giovanile nasce i primi mesi del 1796, durante il soggiorno a Venezia e il ritiro presso i colli Euganei: il titolo richiama l'opera di Rousseau, Giulia, o nuova Eloisa
1797-1798: soggiorno a Milano dopo il trattato di Campoformio (17 ottobre). Foscolo collabora con il Monitore, in cui ricorrono i motivi politici (sorte di Venezia, condizione di profugo, Bonaparte) dell'Ortis ma non una riga passa dal romanzo al giornale. Foscolo a Milano compone / riassesta il romanzo
1798: nuova sistemazione a Bologna (dopo la soppressione del Monitore). Il tipografo Marsigli pubblica il Genio Democratico, giornale a cui lo scrittore collabora (il tipografo annuncia la collaborazione con Foscolo). Già nel maggio del 1798 Foscolo si era recato a Bologna per le trattative con Marsigli, ove si stabilisce nel giugno (situazione di cuore con Teresa Pinker, moglie di Monti)
Foscolo collabora con il Monitore Bolognese e Genio Democratico; nel frattempo, stampa con Marsigli l'Ortis
La datazione è certa per il frontespizio, che indica VII anno repubblicano, che inizia il 22 settembre del 1798 (impressione: tra 1798 e 1799). Inoltre il frontespizio fa parte del primo foglio.
Tuttavia Foscolo non attende la stampa del romanzo, perchè si arruola come volontario presso la Guardia nazionale di Bologna (arrestato, poi liberato). Marsigli si ritrova con romanzo interrotto
Goffis ritiene che il suicidio fu responsabilità dei critici, e non dell'autore: per Gambarin, è indubbio che il romanzo fosse incompleto (dal momento che se era terminato, il tipografo avrebbe proseguito con la stampa). E' ammissibile che tipografo ed autore avessero discusso le linee generali: la passione, la disperazione ed il suicidio (temi poi ripresi anche nel 1802)
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A p. 125 Lorenzo si rivolge al lettore, e annuncia l'intenzione di interrompere più spesso le lettere, proposito che non si porta avanti ma che si sarebbe dovuto applicare anche alla parte successiva
La continuazione del romanzo è affidata ad Angelo Sassoli, il cui intervento si colloca tra la partenza di Foscolo (avvenuta nell'aprile 1799) e la venuta degli austriaci a Bologna 1799). Questo perché l'Ortis 1798 presenta annotazioni in correzione alla parte foscoliana già composta e stampata, rese necessarie per la censura austriaca
Sassoli interviene da p. 139: a p. 262 c'è la parola FINE, ripetuta poi nelle Annotazioni. Ciò dimostra che Marsigli, trovandosi un libro che non avrebbe ricevuto il nullaosta per la pubblicazione, corre ai ripari evitando la ricomposizione: visto che il volume finiva a p. 262 e aveva le ultime due pagine bianche, queste vengono riempite con le Annotazioni, aggiunte dopo la tiratura (per questo la parola fine viene ripetuta).
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- Vera storia 1799 A :star:
L'avviso a chi legge: è un tentativo di salvare il libro sotto l'aspetto religioso e politico. La storia che si presenta è educativa: Jacopo si lascia traviare, un'anima oppressa e sconvolta, il cui suicidio si giustifica come culmine di passioni e falsi sistemi filosofici. Per dileguare ogni dubbio vi sono le Annotazioni.
Sorbelli sulle Annotazioni: sostiene che quelle della 1799 A siano sostanzialmente simili alle precedenti, con riferimenti di pagine diverse. Gambarin invece dimostra che sono diverse e soltanto due sono passate intatte dall'Ortis 1798.
Inoltre, Sorbelli, osservando che alcune edizioni del 1799 contengono un'errata corrige, ipotizza che anche l'Ortis 1798 contenesse l'errata corrige nelle due pagine finali, e quindi vi sarebbe un'edizione 1798 mai uscita dalla tipografia. Marsigli avrebbe levato il mezzo foglio, inserito le annotazione per pubblicare. Il tentativo vano lo avrebbe riportato a riprendere il mezzo foglio ma togliendolo a quegli esemplari che avevano il testo già corretto
Per Gambarin questo è improbabile: è vero che l'errata corregge anche porzioni testuali dell'Ortis del 1798, ma talvolta corregge passi che si ritrovano SOLO nella Vera storia 1799:
es. nella ricomposizione di p. 113, i fuochi dei pastori. Però i chiude p. 112 nell'Ortis 1798: allora si elimina la ripetizione ma anche un'altra il canto > i canto, registrata nell'errata
La 1799 A ottiene il beneplacito dalla censura ma non il medesimo successo di pubblico, come lo stesso Marsigli confessa.
Per non perdere l'investimento, si ricorre ad altri stratagemmi. Frontespizio: il titolo è Vera storia di due amanti infelici per dare l'impressione che fosse un romanzo sentimentale + esplicita promessa del contenuto veritiero. Inoltre si esplicita che l'edizione è stata corretta con note.
Difficile è invece una correzione intrinseca: perciò Marsigli taglia via le pagine da modificare e inserisce quelle modificate= 1799 A. Altro espediente fu quello di suddividere il libro in due tomi. Il secondo tomo ha il frontespizio uguale al primo, ed inizia con la continuazione di Sassoli.
- Vera storia 1799 B :star:
A Marsigli, dopo la vittoria di Marengo e il ritorno dei francesi, si presenta l'occasione di una nuova edizione gradita ai nuovi padroni
L'uso indiscriminato dei fogli spiega perché esemplari della 1799 B concordano più con A che con Ortis 1798. Infatti, le parti introduttivi e le annotazioni, che si sarebbero dovute eliminare, restarono.
Il libro esce nel luglio del 1800: lo si annuncia sul Monitore, ed ebbe fortuna. Nel 1801 esce un'altra edizione, nel cui frontespizio non compare lo svarone 'coretta', sostituito con data 1801, forse astuzia commerciale di Marsigli.
Dopo Marengo (1800), Foscolo rientra a Milano, e sosta brevemente a Bologna, ma non ha tempo di curarsi dei propri affari e del destino del romanzo. Soltanto nel gennaio del 1801 esce la protesta contro la manomissione dell'Ortis.
Poco prima era stata pubblicata su La gazzetta universale (ottobre 1800) l'annuncio della vendita del romanzo, di cui Foscolo ebbe notizia in ritardo. Dopo esce la protesta, che si riferisce alla condanna alle edizioni precedenti al 1801; allora Marsigli avrebbe mutato il frontespizio, il che spiega la perfetta identità con B.