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CAPITOLO TERZO SECONDA PARTE - Coggle Diagram
CAPITOLO TERZO SECONDA PARTE
⁃ Mantenendo naturalezza, sicurezza e calma.
L’ASCOLTO PRECARIO:
L’attenzione verso il parlato è piuttosto fragile, ha dei tempi brevi (circa 12-15
minuti) ed è frammentaria. La radio è il medium più leggero e maneggevole, che si può
ascoltare facendo altro nel frattempo e questo dimostra perché l’attenzione
dell’ascoltatore non vada pienamente verso di essa o comunque è facilmente rompibile a
causa di altri competitori. La comunicazione radiofonica deve essere in grado di colpire
l’ascoltatore in tempi brevi e in modi coinvolgenti pur sapendo dei livelli di attenzione assai
instabili e fluttuanti.
LE FUNZIONI DEL PARLATO:
Il parlato ha delle funzioni specifiche che svolge in base alla trasmissione in cui
viene inserito. Ci sono due categorie principali: il parlato d’accompagnamento o
riempimento e il parlato di contenuto o significato.
Il parlato d’accompagnamento o riempimento fa da sottofondo. Il suo
obiettivo è quello di riempire gli spazi, ad esempio tra i vari brani musicali. Il suo punto di
partenza è la presentazione del brano ovvero un annuncio o disannuncio. Questi commenti
vengono spesso fatti sulle prime o ultime note dei brani, ovvero l'intro o l'outro. Lo speaker
in questi casi cerca la massima fusione tra musica e parole. La programmazione musicale
determina anche i sottofondi su cui parleranno i conduttori mantenendo il ritmo
dell'ambiente.
Il parlato di contenuto svolge invece il ruolo principale, vuole
comunicare un messaggio specifico. Priestman riconosce due tipi di questa categoria: 1. la
factual che prevale nelle Radio All News, News/Talk, Sports ci parla di attualità e di fatti
ancorati alla realità. La notizia viene trattata come fosse un dialogo con l’ascoltatore,
sottintendendo le domande e dando le risposte. 2. la non-factual (o finzionale) è il parlato
costruito per l’intrattenimento, senza una funzione direttamente informativa; usato nelle fiction,
show comici e sketch.
In entrambi i casi si prevede la presenza di ospiti e intervistati per aumentare le
argomentazioni. Ci sono spesso chiamate e messaggi che aiutano a mantenere un parlato
comune. Le radio Talk/News e Talk portano modelli di conduzione antitetici: un conduttore
carismatico, aggressivo con un parlato energetico e l’altro incline alla chiacchierata intima e
amichevole. L’host invece, è l’ospite che risponde alle domande poste dal pubblico sull’argomento di
sua competenza.
LO SPEAKER TRA ANONIMATO E PERSONALITÀ:
Sulla base della trasmissione gli speaker possono essere anonimi o incentrarsi sulla propria
personalità per dare voce all’emittente. La reputazione del conduttore si è fatta man mano
più importante avendo un contatto continuo con il pubblico tramite social e web. Nella
radio di flusso si è sviluppato uno stile molto asciutto e contenuto, infatti qui non è importante
la persona ma si punta alla marca e ad una proposta ben precisa. La personalizzazione è
molto più richiesta nelle radio che hanno programmi in cui i conduttori sono conosciuti
con il nome dei contenuti o dell’offerta musicale, facendosene i portatori. Il successo di un
programma purtroppo comporta spesso degli sbilanciamenti che riportano le attenzioni
su alcuni segmenti lasciando da parte altre trasmissioni e conduttori. Il personaggio di
solito più eclettico è il comico che si avvicina al cabaret giocando con il linguaggio e i toni della
voce, spesso accompagnato da altri. C’è poi il tipo di conduttore più affine alle radio musicali che
mostra la propria personalità attraverso i brani che mette in onda.
La TALK RADIO è provocatoria, propone argomenti complessi dove la gente riesce
anche a destreggiarsi tra le varie difficili idee, senza una persona carismatica la funzione di
scambio e di incontro fallirebbe ma l’host permette tutto ciò, mantiene la focalizzazione sul
punto del giorno e aiuta a diffondere punti di vista differenti. Nonostante si scelgano
persone famose non sempre funziona poiché per essere uno speaker bisogna avere
esperienza radiofonica. Possiamo concludere dicendo che la personalità di un conduttore è
molto importante e che si può modificare il modo in cui il pubblico gli si approccerà in
base al modo in cui lui si propone anche su social e web. È di grande interesse ciò che i
conduttori dicono su di loro perché fa sì che il pubblico si interessi, curioso di sapere se sia tutto
vero; in questo modo le emittenti trovano una loro personalità che fa da motore per l’ascolto.
FORMATI PER LA PAROLA:
Tra i vari formati per la programmazione parlata ritroviamo le formule più ricorrenti,
ovvero: le News/Talk, Talk e All Sports. In Italia non si è mai affermata la radio parlata
quanto invece è successo in America, gli unici casi attualmente in onda solo Radio24, Radio
Radicale e Radio Maria. In America il formato ha preso piede con quella che si chiamava
Middle-of-the-road. Il formato All News popolare tra gli anni novanta e duemila è incentrato sui
notiziari e l’informazione 24h su 24, formato raro che sopravvive solo nei mercati più grandi.
News/Talk: è un ibrido tra programma di informazione estesa e Talk Show con la
partecipazione del pubblico. La programmazione è segmentata con notiziari lunghi la mattina
e il pomeriggio durante i drive time e ampie discussioni la mattina e la sera, arricchite da
commenti e interventi del pubblico occupando temi di interesse comune. I temi sono quelli
dell’attualità; il pubblico solitamente è quello maschile adulto; la conduzione è seria e
competente per la parte informativa e lo speaker deve avere una personalità per i programmi
di parola. All’interno di questo genere possiamo anche trovare reportage e documentari per dare
approfondimenti più estesi occupando circa dai 5-10 minuti. Il modello italiano è quello di
Radio 24.
Talk: il pubblico è formato da adulti di entrambi i sessi, di reddito e livello medio-basso con
elevata propensione alla partecipazione per scambiare pensieri ed intervenire per telefono, sms o
messaggi vocali. Non avendo come obiettivo la diffusione della musica, le Radio Talk sono
interamente parlate, di conseguenza si ha un grande sforzo economico e personale con
diverse ore di programmi. Le tematiche solite sono la politica, il lavoro, il fisco,
l’immigrazione, l’ingiustizia e così via. Il pubblico oltre a dare il proprio pensiero è tenuto a dire
qualcosa di sé. Con il costante feedback telefonico, la radio Talk può avere un buon punto di vista
su cosa interessa al proprio pubblico ed è in grado di correggere eventuali errori di valutazione
sull’adeguatezza o meno di un particolare tema proposto. I formati Talk sono spesso di natura
conservatrice e continuano a fare grandi ascolti in America. Da noi un esempio longevo e
interessante è sicuramente Radio Radicale. Gli speaker di queste radio in base al pubblico a
Scaricato da Massimiliano Cappelli
(cappelli.mas@gmail.com
)lOMoARcPSD|11307606
cui si rivolgono possono essere più irriverenti, stravolgendo le formalità, uso di una lingua sporca o
dialettale per un pubblico più giovane, mentre, il pubblico adulto esige maturità e saggezza.
All Sports: ha interessato anche parte del pubblico giovanile, è uno dei formati
responsabili della crescita della radio parlata. Per raccontare lo sport la radiocronaca è il
genere più adatto e più praticato. È molto difficile il lavoro del cronista perché deve essere
in grado di fare immaginare la scena agli ascoltatori e deve riuscire a prevedere le mosse
e gli avvenimenti senza smentirsi. Deve saper coinvolgere nell’azione gli ascoltatori, deve
competere con i media audiovisivi e soprattutto deve saper dare il giusto peso al giusto
momento. Questo format da spazio anche alle telefonate degli ascoltatori facendoli parlare della
loro squadra, dei giocatori e anche della loro vita privata mentre il ruolo del conduttore talvolta
può assumere, durante le interviste, il ruolo di approfondire e sviluppare l’argomento dando una
chiave di lettura. La lingua dello sport è piena di tecnicismi e il radiofonico ha il compito di
conoscerli per mantenere lo stile della radio intatto e mantenere questa vicinanza con il pubblico
che sicuramente lo conosce. In Italia non c’è mai stata un’emittente dedicata allo sport solo il
progetto del corriere con Radio Gazzetta.
MODELLI PER PROGRAMMI DI PAROLA:
Quello che più spesso accade nella pratica dell’esperienza radiofonica è la commistione di
formati parlati e musicali, con la ricerca di formule di trasmissioni caratterizzate dal parlato
abbinato alla musica che ne dà un’identità sonora.
Varietà e Morning Show : Nasce il varietà nonsense di cui abbiamo esempi come
Alto gradimento del 1970 e Viva Radio 2 con Fiorello dal 2001 al 2008. Abbiamo un tipo di
varietà particolare che si dedica al periodo mattutino ed è chiamato Morning Show, ibrido
tra elementi di attualità e cronaca e una forma leggera. Data la caratteristica comica della radio
si hanno sketch comici e parlati più lunghi degli inserti di una radio di flusso, una
riduzione di brani musicali ma nonostante ciò abbiamo un ritmo del parlato che fa passare
da un tema all'altro e che permette alle persone di inserirsi nel discorso seppur collegate
in momenti diversi. Questo metodo dell'infotainment è funzionale in momenti delicati della
giornata come appunto il mattino dove le persone sono infastidite nell’alzarsi e dover andare al
lavoro, di conseguenza serve un tono comico, che rallegra e strappi un sorriso, in modo da tenerli
all’ascolto. Una specializzazione ulteriore quella dello zoo, un esempio è lo zoo di Radio 105, il
Ruggito del Coniglio su Radio Rai 2 dove abbiamo dei comici conduttori. Il termine zoo deriva
dalle stranezze e dai rumori emessi in onda dall’eclettismo dei conduttori.
Talk Show: formula derivata dalla stagione del rinnovamento culturale dove il servizio
pubblico si apre allo scambio con gli ascoltatori, abbiamo sempre chiamate con un conduttore
carismatico che riporta argomenti di attualità. Come: “chiamate Roma 3131”, Radio
Anch'io di Radio 1, Prima pagina di Radio3. Le sfumature di questo formato sono
numerosissime dalla politica alla cultura popolare e ancora allo sportivo. Ci sono
programmi di soli interventi per raccontare qualche avvenimento senza vincoli tematici, il
counseling psicologico, interventi politici ecc. È grazie al conduttore se i partecipanti si sentono
partecipi o meno, se la conversazione va avanti o no. Il conduttore deve essere coinvolto e
interessato, deve sapere interagire e mantenere l'argomento acceso. Deve apparire umano e non
artificiale, non finto. Lo shock talk, invece, è una variente in cui l’approccio amichevole e
Scaricato da Massimiliano Cappelli
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comprensivo è sostituito da una vene irriverente dove chi chiama verrà sbeffeggiato o insultato dal
conduttore.
Racconto orale, fiction e documentario: Dalla drammaturgia più classica si sono
sviluppati tipi di fiction originali, commistioni tra racconto di finzione seriale e
autobiografia radiofonica che riprendono l’uso dello storytelling. Sono poche le radio
esempio di oggi, tra questi vediamo Radio 2 e Radio 24 con Matteo Caccia e il suo programma
Amnésia, un mockumentary su un uomo che perde la memoria e ogni giorno vive le stesse
esperienze recuperando la propria identità puntata dopo puntata. Aveva uno stile improvvisato
con errori, esitazioni e con l’interazione live con messaggi e chiamate ecc. Successivamente, con
il programma Voi siete qui di Radio 24, si è spostato mettendo al centro gli ascoltatori e le
loro storie che raccontavano in mail e il conducente riproponeva facendole come se
fossero reali, lo stesso era già stato sperimentato dall’americana NPR con lo scrittore Paul Auster.
Il saper raccontare una storia è importante per coloro che vogliono buttarsi in questo campo.
Abbiamo poi commistioni tra poesia e musica con playlist che alternate a poesie propongono
quello che è Parole Note di Radio Capital. Per quanto riguarda il documentario e il
giornalismo d’inchiesta in Italia lo abbiamo con Rai3 in Tre Soldi, una serie
documentaristica di produzione contemporanea che racconta la realtà e la storia con
tanto di testimonianze dirette. Il documentario ha tempi produzione lunghi ed è l’unico ad
avere bisogno di una sceneggiatura di partenza. Si basa su tre elementi fondamentali: avere un
focus molto preciso, colpire la concentrazione dello spettatore e arrivare