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capitolo 2 seconda parte - Coggle Diagram
capitolo 2 seconda parte
CONTEMPORARY HIT RADIO. Meglio noto come l’evoluzione del Top40, è il format che
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di riferimento i teenagers. Dj e speaker hanno a disposizione pochissimo tempo per parlare, con
una conduzione frenetica, energica e personale. È caratteristico il ritmo musicale rapido e
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Segue le hit del momento con una cura maniacale che permetta di tenere un certo formato, gioca
molto sulla promozione dei brani facendo leva sulle attese, le news sono secondarie nonostante
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ADULT CONTEMPORARY. Per un target che va dai 25 ai 49 anni, l’Adult Contemporary
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con titoli e artisti presentati alla fine. C’è un maggiore spazio per la parola in quelli che sono i
prime time, ovvero momenti in cui il pubblico ha esigenze diverse tra cui quella dell’informazione e
nel momento del drive time, ovvero quando le emittenti si rivolgono al pubblico in movimento.
Durante il resto della giornata il parlato fa da cornice. La voce è calda e leggera, crea un
contesto comunitario. Ultimamente si sono formati dei sottogeneri come Adult Hits, Adult
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entrambi i sessi, il parlato nei contenuti e nella durata varia in base al target demografico, ma le
caratteristiche dell’intrattenimento sono le stesse. L’atmosfera creata dai conduttori deve riportare
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alla proposta musicale. In Italia abbiamo Radio Italia che prevede brani solo italiani, si
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orchestrazioni, però contiene anche brani Pop degli ultimi anni. Il parlato ha uno spazio minimo
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introducono news al mattino. L’obiettivo è quello di costruire un flusso equilibrato e coerente, un
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sono varianti di Classic Rock and Modern Rock che restringono il campo di scelta dei brani, però c’è
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approfondimenti sull’artista, sul brano o sui concerti e novità musicali. L’attenzione va sullo stile in
generale, sviluppando promozioni attinenti agli interessi dei suoi ascoltatori.
VINTAGE. Si tratta di Radio Oldies, Classic e Nostalgia, basate su brani del passato e
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CLASSICAL. Target dai 25 anni in su, piuttosto raffinato ma con un pubblico fedele,
è attivo e di livello culturale medio-alto, di nicchia. Le dirette concorrenti sono le radio
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spot e quindi adattano la playlist in modo diverso. A ogni ora ci sono appuntamenti informativi,
specialistici, ma in generale si ha un suono lineare e tradizionale, poco incline al cambiamento. A
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URBAN CONTEMPORARY. Nata dal formato Disco, a sua volta evoluzione del formato
Black, è un formato che ha come target un pubblico tra i 18 e 34 anni, con un suono intenso e
ballabile, upbeat con sequenze di musica mixata. La playlist è molto ampia rispetto alle
Contemporary Hit Radio e comprende rap, hip-hop, beat, Latin pop, dance elettronica, reggae e
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A prescindere dal format adottato, la selezione musicale in radio è una questione
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precisi. Principalmente a livello macro si ha a che fare con dinamiche industriali, commerciali e di
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esempio se esso si adatta al formato della radio, se l’artista è sufficientemente riconoscibile e se ha
dato vita ad altre hit in passato, se l’etichetta che pubblica la canzone sostiene l’artista, se può
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tramite l’AirPlay, una reportistica di società (come in Italia Radio Airplay e EarOne) che mostra il
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- Un repertorio soggettivo, messo in campo da figure che si basano su criteri estetici e di
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hanno potenziale radiofonico, ma trasmettono brani che siano fortificanti nel formato della radio.
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- Un repertorio analitico, viene utilizzato da chi si basa sul mercato, su Focus Group e
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trovare un criterio oggettivo e scientifico invece di basarsi sul gusto e sull'intuizione. Ciò comporta
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- Un repertorio populista, si adotta la prospettiva del pubblico di riferimento,
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- Un repertorio collaborativo, il meno autonomo dalle proposte discografiche, ha a
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discografica per mettere in palio dischi, biglietti e così via. In particolare, è il repertorio di formati
che trasmettono rock, dance, jazz e Country. Questa scelta comporta un’identificazione degli
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emittenti usano i primi tre tipi perché non vogliono cedersi alle case discografiche, sono immuni
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Il fenomeno di "payola” non è tanto frequente in Italia, ma negli Usa è stato istituito il
cosiddetto "Pay for play” che obbliga le radio a dichiarare lo spazio musicale che è stato concesso a
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discografiche hanno trovato per far fronte alla difficile gestione del proprio business,
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che garantisca un guadagno. Per questo Fairchild afferma che la radio, soprattutto quella
commerciale, sacrifica parte della propria autonomia di scelta operando una forma
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guadagna, oltre al benefit dell’accordo, nuovi artisti da mandare in onda, mentre, alla casa
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rapporto antitetico, in particolare vediamo come la simbiosi tra le due ponga in una posizione
favorevole la radio, poiché la competizione per gli slot dedicati alle novità è direttamente
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decisionale delle case discografiche (scelte come il mix del brano, possibili edit, l’ordine
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