Venerdì 5/12 alle ore 11, viene ricoverato in Stroke unit (proveniente da PS) il paziente Antonio Conte, di 75aa, con diagnosi di ischemia cerebrale. Visto in stato di benessere alle ore 6, il paziente successivamente (intorno alle ore 9) è stato trovato steso sul divano, confuso, con deviazione della rima boccale, sguardo deviato a dx ed immobilità degli arti di sx.
La moglie, non sa riferire da quanto tempo è comparsa la sintomatologia.
In PS ha effettuato:
• ECG: aritmia da FA
• EE (emocromo con PLT 80.000mm3, glicemia, Na, K, Cl, Mg, Ca, creatina, azoto ureico, proteine totali, bilirubina, transaminasi, PT/INR, PTT e fibrinogeno)
• TAC cerebrale: non lesioni emorragiche, complesso ventricolare in asse mediamente dilatato.
A domicilio il paziente vive con la moglie, ha due figli che abitano al piano di sopra, paziente autonomo nelle ADL.
In anamnesi si rileva: ipertensione in trattamento con Ramipril 5mg/die h8, ipertrofia prostatica in terapia con Tamsulosina cloridrato 0,4mg/die h20 (negli ultimi anni, riferita insonnia per nicturia.)
Lansoprazolo 30mg/die, diabete mellito di tipo II in th con ipoglicemizzante orale (metformin 500mg x 2 ai pasti) emergente emorragia retinica, ex fumatore (30 sigarette/die) potus attivo, alvo regolare e nega allergie.
Giunge in UO il paziente, è vigile, inquieto, disorientato, emiplegico sx, emianoptico, rima buccale e sguardo deviati a dx.
PV: PA 170/90mmHg, FC 70bpm ar, Sat. 99% in AA, TC 36°C, Glicemia 187 mg/dl.
Reperito nuovo CVP 20G AS dx, Barthel= 15 Braden= 14 Scala Conley=4.
Presenta addome dolente alla palpazione, verosimile globo vescicale.
Assimetria nella sensibilità-movimenti del volto. Al momento non si può effettuare test della deglutizione perchè il paziente non è collaborate.
Visto dal neurologo di reparto, imposta th antipertensiva antiemetica, insulina, eparina sc ed idratazione ev. Prescritto riposo a letto.
Richiesta consulenza cardiologica con ecocardio urgente, TAC encefalo a 24h, richiesta consulenza fisiatrica.
P: Compromissione della mobilità
E: Correlata a deficit motori (paralisi flaccida/ipotonica) secondaria ad ictus
S: Che si manifesta con compromissione della coordinazione, diminuzione della forza e del controllo muscolare.
Interventi: mobilizzazione assistita precoce, mobilizzazione precoce (cambi postulali ogni 2/3h anche di notte, almeno nella fase acuta). Favorire il recupero della postura eretta entro 72h compatibilmente con le condizioni cliniche del paziente.
Mobilizzazione passiva degli arti 3 volte al giorno (tramite l'uso di cuscini)
In caso di neglet, educare il paziente a ricordarsi dell'arto plegico. Porre attenzione alla corretta posizione della spalla e alla corretta gestione dei trasferimenti postulali in particolare nei pazienti emiplegici per prevenire la sublussazione dell'articolazione geno-omerale.
Mobilizzazione attraverso l'assunzione della posizione seduta a partire dalla seconda giornata per 3 volte al giorno, per almeno un'ora o per tutto il tempo ulteriore tollerato dal paziente, prevenzione dell'adduzione e del dolore della spalla, valutazione posizionamento del MAD, strategia per stimolare il paziente a partecipare alle attività di vita quotidiana e collaborazione con FKT.
Rischio di compromissione dell'integrità cutanea
Interventi: mobilizzazione precoce, monitoraggio giornaliero dell'integrità cutanea, identificando le zone più a rischio, valutazione del rischio LdP tramite scala Braden ed eventuale MAD, attenzione a decubiti, frizione e scivolamenti, controllo stato nutrizionale ed interventi specifici per incontinenza fecale ed urinaria (cambio panno frequente, monitorare lo stato della cute, proteggendola dall'umidità).
Rischio di cadute
Interventi: monitoraggio con scala Conley, orientare il paziente spiegare le modalità di chiamata, posizionamento del letto basso e spondine rialzate, avvicinando il comodino, effettuare esercizi riabilitativi per recuperare equilibrio e coordinazione, verificare il livello di autonomia nei trasferimenti e la stabilità durante la deambulazione, valutare per un'eventuale contenzione ed educare all'uso di ausili per la deambulazione.
Rischio di depressione (collaborazione con psicologo)/coping inefficace.
Interventi: usare un linguaggio semplice e comprensibile, porre domande che richiedono risposte brevi "si" "no" ripetere e rinforzare le informazioni frequentemente, procurare oggetti familiari, monitoraggio periodico del dolore, fornire una modalità alternativa di comunicazione, parlare a volume normale, evitando di parlare troppo velocemente, dando al paziente un lungo tempo per rispondere, incoraggiare i familiari nello sforzo di comunicare con il paziente (leggere lettere, discutere gli eventi della famiglia) anche se il paziente non è in grado di rispondere in modo appropriato. (da svolgere almeno dopo 3/4 giorni dall'evento acuto).