Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO2 - Coggle Diagram
I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO2
Durante il
primo anno di vita
, i comportamenti indicativi di una compromissione nell'interazione e nella
comunicazione sociale non sono facilmente identificabili e, secondo molti autori, potrebbero addirittura essere assenti.
Tuttavia, nella raccolta anamnestica, molti genitori segnalano la presenza, già nel primo anno, di anomalie
nelle espressioni facciali che regolano l'interazione sociale. Queste anomalie possono essere di natura
quantitativa (assenza di sorriso o povertà della mimica) o qualitativa (sorrisi, risate, collera o pianto che non
si adattano al contesto e non svolgono quindi una funzione comunicativa)
In
età prescolare
, la compromissione nell'interazione e nella comunicazione sociale si manifesta attraverso
comportamenti sempre più evidenti e caratteristici. Il bambino tende a "muoversi" tra gli altri come se non li
percepisse; spesso si isola e, quando viene chiamato, "non risponde". Non cerca di coinvolgere gli altri nelle
sue attività e non li rende partecipi delle sue esperienze, ad esempio richiamando l'attenzione su oggetti o eventi interessanti
né mostrando o portando oggetti. Inoltre, utilizza gli altri in modo strumentale per soddisfare le proprie
esigenze immediate: ad esempio, può afferrare il braccio di un altro senza stabilire un contatto visivo e indirizzarlo
verso un oggetto che non riesce a prendere da solo. Questo aspetto evidenzia che il rapporto interpersonale
non è mai completamente assente, ma è quasi sempre limitato a richieste (di qualcosa o di un'azione)
piuttosto che a condivisione (di interessi, bisogni o emozioni)
Le difficoltà nell'interazione e nella comunicazione sociale non si limitano alle figure dell'ambiente familiare
ma si estendono anche ai coetanei. Sia nel contesto familiare che in quello extra-familiare, il bambino autistico
mostra incapacità e disinteresse nel creare relazioni adeguate al suo livello di sviluppo. Anche se l'isolamento
e la chiusura in se stessi sono tratti distintivi dell'autismo ( "autos", che significa "se stesso"), non sono rari
comportamenti apparentemente contraddittori: il bambino sembra, infatti, cercare "attivamente" il contatto con gli altri
I comportamenti adottati dai bambini autistici, tuttavia, si rivelano qualitativamente atipici anche con una
valutazione non particolarmente attenta. Infatti, nella loro interazione, mostrano atteggiamenti e comportamenti
che infrangono le normali regole sociali: cercano un contatto fisico molto intimo con sconosciuti,
1 more item...
Infine, riguardo alla qualità dei rapporti che il bambino stabilisce con le figure del suo ambiente, è importante
segnalare la possibile presenza di un attaccamento morboso verso una figura specifica (di solito la madre)
Tuttavia, questo attaccamento riflette uno schema comportamentale appreso, attivato in situazioni di stress, ma non è caratterizzato da una reale valenza affettiva
Nel complesso, rimane ancora valida la distinzione di alcuni profili di interazione e comunicazione sociale descritti nei primi studi sull'autismo infantile:
A) Bambini inaccessibili: si "allontanano" da qualsiasi rapporto sociale
Questi diversi profili—inaccessibile, passivo o attivo-ma-bizzarro—non solo variano da bambino a bambino
ma possono anche alternarsi all'interno dello stesso bambino nel corso dello sviluppo. In età prescolare, il
deficit del linguaggio è principalmente attribuibile a un limitato investimento nel canale verbale, sia in ricezione che in espressione
B) Bambini passivi: tendono a isolarsi, ma sono in grado di interagire quando opportunamente sollecitati
C) Bambini attivi-ma-bizzarri: possono prendere l'iniziativa nell'interazione sociale,
ma lo fanno in modo inappropriato, enfatico e poco adeguato
Età scolare:
A partire dai 6 anni, il modo in cui il deficit nell'interazione e nella comunicazione sociale si manifesta inizia
a differenziarsi in modo significativo tra i diversi individui, portando alla definizione di vari "livelli" di gravità.
Nelle forme più gravi, classificate come Livello 3, il ragazzo mostra una netta "chiusura" relazionale e
presenta difficoltà nel partecipare a esperienze condivise. Le interazioni si attivano solo in presenza di
proposte che corrispondono ai suoi interessi e per brevi periodi di tempo. Il linguaggio verbale è quasi assente,
limitato a un vocabolario ristretto e a frasi poco strutturate. Di conseguenza, anche le interazioni con i coetanei
risultano molto carenti: di solito ignora i suoi pari, sebbene a volte sembri "curioso" riguardo alle loro attività
Nelle forme lievi, classificate come Livello 1, il ragazzo è in grado di instaurare relazioni interpersonali semplici
ma la qualità degli scambi è notevolmente influenzata da una carenza nelle competenze di percezione e cognizione sociale
1 more item...
In questa prospettiva, il linguaggio riveste un ruolo fondamentale nel caratterizzare l'aspetto peculiare
delle relazioni e della comunicazione sociale. La compromissione del linguaggio, salvo nei casi in cui si
manifesta come un deficit "associato", cioè come una comorbilità, non coinvolge gli aspetti fono-articolatori o
morfo-sintattici. Piuttosto, colpisce in particolare la componente non verbale del parlato e la pragmatica.
Dal punto di vista della pragmatica, si osservano alcuni deficit specifici, come l'incapacità di riconoscere motti di spirito,
doppi sensi, metafore e locuzioni idiomatiche. Queste difficoltà sono collegate alla capacità di comprendere le
relazioni tra il linguaggio in senso stretto e chi lo utilizza, tenendo conto degli scopi, dei bisogni, delle intenzioni
e dei ruoli dei partecipanti alla conversazione. Ne consegue una comprensione definita come "letterale"
Età adolescenziale:
si manifesta nuovamente la diversificazione dell'espressività e della gravità della
sintomatologia, variando da individuo a individuo. I soggetti con un grave grado di compromissione
dell'interazione e della comunicazione sociale (Livello 3) mostrano una marcata chiusura relazionale e un'aderenza
molto passiva alle richieste e alle esigenze del contesto. Il loro linguaggio è deficitario sia dal punto di vista quantitativo,
limitandosi a enunciati essenziali e poco strutturati, sia dal punto di vista qualitativo, a causa della scarsa valenza comunicativa di tali espressioni.
I soggetti con sintomatologia meno grave (Livello 1) mostrano, durante l'adolescenza, comportamenti che
indicano un'emergente motivazione sociale, intesa come interesse a instaurare relazioni interpersonali
Tuttavia, le modalità che utilizzano per avviare queste relazioni risultano grossolane e inappropriate,
assumendo spesso un carattere bizzarro. Il linguaggio verbale presenta una struttura più ricca e consolidata
1 more item...
Nel complesso, quindi, il modo di essere, relazionarsi e avviare e mantenere scambi
comunicativi si presenta in modo "originale", suscitando l'attenzione dell'interlocutore
e talvolta dando luogo a atteggiamenti di derisione da parte dei coetanei.