La comunità di pratica Il modello della comunità di pratica (CDP- Community of Practice in inglese) è da alcuni anni oggetto anche in Italia di un
interesse crescente sia tra gli studiosi dell'apprendimento organizzativo siatra i professionisti della formazione.Questo modello emerge all'inizio degli
anni Novanta nell'ambito degli studi sull'apprendimento situato (Brown,
Collins, Duguid, 1989; Lave, Wenger, 1991), proponendo una visione dell'apprendimento come fenomeno contestualizzato e originato dalla pratica lavorativa; esso diviene,quindi, il supporto teorico sia di interventi orientati allo
sviluppo organizzativo sia di interventi finalizzati alla gestione delle cono.
scenze, in grado di proporre un'innovazione relativamente all'azione formativa (Lipari, Valentini, 2004).
Le CDP sono gruppi di persone che condividono un interesse, delle problematiche o una determinata passione per un tema specifico e che accrescondo le
proprie conoscenze ed esperienze mantenendo un livello di interazione continua. Esse sono, quindi, definibili come delle strutture sociali per la gestione
delle conoscenze all'interno delle organizzazioni e il loro valore risiede nella capacità di connettere lo sviluppo personale e l'identità professionale dei
partecipanti alla strategia dell'organizzazione in cui operano
- mutuo impegno: tra i membri della comunità si crea, sulla base della
condivisione di interessi, un patto di impegno reciproco che li unisce rispetto
alle attività da svolgere; il tutto si traduce in una diversità di ruoli che si integrano in attività cooperative e interazioni continue rispetto ai compiti da
portare a termine;
- impresa comune: il mutuo impegno è legato a un comune obiettivo da
perseguire, risultato di un processo di negoziazione condiviso che include
anche la definizione del ruolo di ciascuno con un impatto sull'identità sia
personale sia della comunità;
- repertorio condiviso: si tratta di un insieme di risorse, costituite da oggetti e procedure, condiviso tra i membri di una comunità