La focalizzazione sul divenire, tipica dei contesti formativi, permette di
superare l'accezione etimologica del termine "identità per cui id- sta per
"identico", spostando l'attenzione sui processi di cambiamento del Sé. Si passa cosi dal "centro" costituito da un senso di Sé unitario, verso la "periferia"
popolata di Sé ipotetici e desiderati (Gergen, 1991), dal profondo e intimo
verso la superficie del Sé più a contatto con l'esterno, quindi maggiormente
influenzata dalla dimensione sociale e culturale (Fasulo, 2004).
A tal proposito la teoria del Sé dialogico proposta da Hermans (1996; 1999:
2001) fornisce una definizione di identità particolarmente utile per i contesti
educativi: una configurazione flessibile di posizioni del Sé, relativamente autonome, dinamiche e mai stabili, in perenne dialogo tra loro. ll concetto di
posizioni identitarie è mutuato da Harré e Van Langenhove (1991), che le
definiscono come il corrispettivo personalizzato dei ruoli sociali, ovvero il
proprio personale modo di svolgere il ruolo di studenti oppure docenti o figli
o genitori,che dipendono anche da come ci si rappresenta interiormente i
contesti e le relazioni interpersonali.