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Dal 91 (Russia-occidente) e origini guerra russa Ucraina - Coggle Diagram
Dal 91 (Russia-occidente) e origini guerra russa Ucraina
Il collasso del sistema sovietico e l'instabilità (1991-1999)
Il periodo immediatamente successivo alla fine della Guerra Fredda non ha portato alla stabilità sperata, ma a una profonda ristrutturazione geopolitica:
Crisi della statualità: La fine del blocco sovietico ha scatenato la riemersione di identità collettive e movimenti autonomisti che hanno portato alla dissoluzione di Stati come la Jugoslavia e la Cecoslovacchia.
La Russia indebolita: Negli anni '90, la Russia era afflitta da una grave instabilità politica ed economica.
L'espansione della NATO: Nonostante l'indebolimento di Mosca, la NATO ha deciso di espandersi a Est per assorbire le richieste di sicurezza dei paesi ex-comunisti, una mossa aspramente criticata dalla Russia.
Unilateralismo americano: Sotto la presidenza Clinton, gli Stati Uniti hanno riaffermato il ruolo di superpotenza mondiale, intervenendo militarmente in Bosnia e Kosovo spesso al di fuori del mandato esplicito dell'ONU, consolidando il timore russo di un ordine mondiale a guida unica.
L'era Putin e il ritorno della potenza (2000-2008)
Con l'inizio del nuovo millennio, la Russia ha intrapreso un percorso di recupero della propria influenza:
Stabilità e risorse: Sotto Vladimir Putin, il paese ha ritrovato stabilità interna sfruttando l'impennata dei prezzi di petrolio e gas.
Svolta autoritaria e assertività: Parallelamente alla crescita economica, la Russia ha sviluppato tendenze autoritarie e ha iniziato a giocare un ruolo molto più assertivo sulla scena internazionale.
Competizione economica: L'integrazione globale ha lasciato spazio a una nuova "faccia" della globalizzazione, caratterizzata dalla persistenza degli Stati nazionali e dalla competizione tra blocchi economici regionali.
Le origini profonde del conflitto in Ucraina
Le radici della guerra russa in Ucraina possono essere rintracciate in diversi fenomeni descritti nel testo:
Il fallimento del "Nuovo Ordine": Le aspettative di una globalizzazione pacifica e auto-regolata si sono infrante definitivamente con la crisi finanziaria del 2008.
Ritorno del nazionalismo: La crisi economica ha minato la fiducia nel libero mercato globale, favorendo la riemersione di identità nazionali e spinte di de-globalizzazione.
La sfida al neoliberismo: La Russia, insieme alla Cina e agli altri BRICS, ha iniziato a porsi come alternativa simbolica all'egemonia occidentale, cercando di ridefinire le regole dell'ordine internazionale.
La percezione della minaccia: Mentre l'Unione Europea procedeva con l'allargamento a Est (subordinato a criteri democratici e di mercato) e la NATO continuava la sua proiezione, Mosca ha iniziato a vedere queste istituzioni come strumenti di una "gabbia imperiale" che minava la sovranità statale russa.
Un mondo multipolare e conflittuale: Dal 2008 è emerso un mondo segnato dalla competizione tra potenze e da tensioni nazionaliste, dove l'intervento statale e la forza militare sono tornati a essere strumenti centrali della politica internazionale.
trasformazione
· 1991-1999: Russia in crisi; Occidente egemone e in espansione. Espansione NATO a Est.
· 2000-2008: Recupero russo grazie alle risorse energetiche; prime tensioni. Presidenza Putin e aumento prezzi petrolio.
· 2008-2025: Crisi del modello neoliberale; multipolarismo e conflitti. Crisi finanziaria globale e invasione russa.