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CAVALIERI, ECCLESIASTICI E CONTADINI - Coggle Diagram
CAVALIERI, ECCLESIASTICI E CONTADINI
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I vari signori sono spesso impegnati in guerre locali, spedizioni rapide e violente contro il castello del rivale allo scopo di saccheggiarlo
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I figli maschi più piccoli (cadetti) diventavano cavalieri cioè soldati a cavallo e si mettevano al servizio di un signore
Spesso i cavalieri si comportavano come dei briganti, facendo scorrerie nei villaggi e derubando le persone
La Chiesa intervenne per limitare le violenze dei cavalieri attraverso:
- la pace di Dio: regola che impedisce di usare le armi contro le donne, gli ecclesiastici, i pellegrini, e con chi non era armato
- la tregua di Dio, che proibiva la guerra durante alcuni giorni di festa
Anche l'ingresso nella cavalleria fu regolato da una cerimonia pubblica e religiosa detta addobbamento:
- il cavaliere passava la notte precedente in preghiera, vestito di bianco;
- riceveva le armi benedette dal signore;
- prestava giuramento di fedeltà per difendere la Chiesa e i più deboli
Le imprese dei cavalieri vennero successivamente celebrate in racconti epici detti canzoni di gesta (secoli 12° e 13°), narrazioni di fantasia molto lontane dalla realtà ma che fornirono dei modelli di comportamento per la nobiltà nei secoli successivi
I cavalieri appartengono ad una delle categorie teorizzate dal vescovo Adalberone di Laon, che immaginò la società medievale divisa in:
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La realtà era molto più complessa: lo schema del vescovo era immutabile, e non comprendeva i lavoratori delle città (artigiani, mercanti, medici, notai)
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Le figlie femmine dovevano essere sottomesse ad un uomo:
- il padre, quando erano piccole
- il marito, quando si sposavano
- il fratello, quando non avevan marito