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LA SINDROME DELL’X FRAGILE - Coggle Diagram
LA SINDROME DELL’X FRAGILE
L'elemento caratterizzante il quadro clinico è rappresentato dalla Disabilità Intellettiva
La sindrome è legata ad una aberrazione cromosomica di tipo strutturale del cromosoma X, localizzata nella
parte distale del braccio lungo, nella regione Xq27.3, nota come sito fragile X. Il sito fragile si evidenzia coltivando i linfociti del sangue in un ambiente privo di folati
Le indagini di genetica molecolare hanno rivelato la presenza di sequenze ripetute di triplette CGG (citosina, guanina, guanina)
nel sito fragile (Xq27.3). È stato suggerito che un eccesso di queste ripetizioni porti a un'ipermetilazione locale e a
un'alterazione dell'espressione genica del gene FMR-1, causando l'insorgenza del caratteristico fenotipo associato
La sindrome colpisce 1 maschio ogni 1.250 e 1 femmina ogni 1.200. Dopo la sindrome di Down, rappresenta quindi
la causa genetica più comune di disabilità intellettiva ed è responsabile di circa 1'8% di tutti i pazienti affetti da Disabilità Intellettiva.
Dal punto di vista clinico, la sindrome è caratterizzata da specifici tratti somatici e manifestazioni psicopatologiche
I tratti somatici includono un volto allungato, padiglioni auricolari prominenti e, in età post-puberale, macroorchidia
Questa triade è presente circa l'80% dei casi. Sebbene sia caratteristica, non è patognomonica, poiché tali sintomi
possono manifestarsi anche in assenza del sito fragile. Dal punto di vista somatico, si riscontrano anche lassità legamentosa,
iperestensibilità della pelle e piede piatto, che sono riconducibili a una displasia del tessuto connettivo
Le manifestazioni psicopatologiche sono significativamente più rappresentative e, a differenza dei sintomi somatici
hanno un significato patognomonico, soprattutto in età prepubere. Queste manifestazioni includono
deficit nel funzionamento intellettivo, disturbi del linguaggio e disturbi comportamentali, come iperattività, impulsività e tratti autistici. La
disabilità intellettiva si riscontra nell'80% dei maschi e in circa il 25% delle femmine portatrici del sito fragile su uno dei due cromosomi X
Il livello cognitivo sembra mostrare una correlazione significativa, di segno positivo, con il numero di ripetizioni
delle triplette CGG e con il grado di metilazione. L'analisi del profilo cognitivo evidenzia spesso un declino più
pronunciato in alcune aree funzionali. In particolare, le abilità visuo-spaziali, la memoria uditiva e
quella visiva risultano particolarmente compromesse. Inoltre, sono comuni anche i disturbi del linguaggio
I disturbi comportamentali, caratterizzati da iperattività, impulsività e labilità attentiva, sono particolarmente
frequenti e distintivi, e possono manifestarsi anche in soggetti con un livello intellettivo soddisfacente
Spesso si osservano comportamenti di tipo autistico, come la sfuggenza dello sguardo, stereotipie,
interessi bizzarri e resistenza al cambiamento. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, questi
comportamenti non sono così gravi da configurare un quadro di autismo
In passato, la diagnosi veniva effettuata mediante l'analisi del cariotipo su cellule coltivate in un ambiente povero di folati.
Attualmente, si avvale delle moderne tecniche di genetica molecolare, che consentono di identificare la sequenza nucleotidica anomala
Non esiste una terapia specifica per questa condizione. Anche in questo caso, si applicano i criteri generali
che orientano la gestione terapeutica dei soggetti con disabilità intellettiva. La prevenzione si basa su
un counseling genetico, che oggi può avvalersi delle tecniche per l'analisi del DNA