Biodiversità: è cruciale per le aziende del settore alimentare, poiché supporta processi naturali essenziali come impollinazione, ciclo dei nutrienti e controllo dei parassiti, riducendo la dipendenza da pesticidi e fertilizzanti e aumentando la resilienza delle colture. Nella CSR, è passata da tema “filantropico” a rischio strategico, poiché la sua perdita può ridurre le rese agricole e aumentare i costi, mentre consumatori e normative richiedono trasparenza sull’impatto e sulla dipendenza dalla natura. L’approccio aziendale deve quindi puntare non solo a non danneggiare, ma a essere “Nature Positive”, contribuendo attivamente alla protezione e al ripristino degli ecosistemi, come previsto da Alce Nero entro il 2040. Gli indicatori sono: siti operativi in aree protette o ad alto valore di biodiversità, impatti significativi delle attività sulla biodiversità, habitat protetti o ripristinati, specie a rischio con habitat influenzati dalle attività operative, e gestione del suolo e conversione di ecosistemi naturali che favoriscono la biodiversità
Alce Nero punta a una strategia a lungo termine per rigenerare gli ecosistemi, con l’obiettivo di diventare “Nature Positive” entro il 2040. L’azienda migliora la sostenibilità riducendo l’impronta di carbonio, selezionando fornitori che rispettino un codice di condotta ambientale e risorse idriche responsabili. Entro il 2025 prevede anche una policy specifica per la gestione delle acque dolci nella catena di valore più a rischio.
Barilla integra la tutela della biodiversità attraverso pratiche agricole sostenibili, protocolli come la Carta del Mulino e strumenti digitali per ottimizzare le colture (Granoduro.net, GranoScan). Collabora con i fornitori per un uso responsabile dell’acqua, sviluppa analisi LCA per ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera e adotta una gestione circolare dei rifiuti e delle acque reflue negli stabilimenti.