presenta un apparato radicale fascicolato ben sviluppato ma meno profondo rispetto a quello della segale, che le consente comunque una buona capacità di assorbimento idrico, rendendola però più sensibile alla siccità prolungata. Il fusto, o culmo, è eretto, cavo e relativamente sottile, con un’altezza variabile che può superare il metro; rispetto ad altri cereali l’avena è meno soggetta ad allettamento, anche se condizioni di eccessiva fertilità azotata possono aumentare questo rischio. Le foglie sono lunghe, larghe e di colore verde intenso, con ligula ben sviluppata e assenza di auricole, carattere distintivo che permette di riconoscere facilmente la specie. L’infiorescenza non è una spiga, ma una pannocchia lassa e ramificata, formata da spighette pendule, generalmente pluriflore, che rappresenta una delle principali differenze morfologiche rispetto a frumento, orzo e segale. L’avena è una specie prevalentemente autogama, anche se non manca una certa percentuale di impollinazione incrociata. Il frutto è una cariosside allungata e vestita, con le glumelle fortemente aderenti, ricca di lipidi e di fibre solubili, in particolare beta-glucani, che conferiscono elevato valore nutrizionale.