Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
L’urbanistica del Welfare - Coggle Diagram
L’urbanistica del Welfare
programmi di edilizia pubblica tramite la realizzazione di quartieri popolari e utilizzo di strumenti finanziari
sforzo riduzione costi (sperimentazione e tecnologie)
3 tratti nella progettazione e produzione di quartieri pubblici
sforzo di ridurre le distanze tra i diversi gruppi sociali
con un tentativo di definire i bisogni /fabbisogni naturali insopprimibili legati
all’abitare
tentativo di adattare a consuetudini locali, a tradizioni
dell’abitare e a pratiche costruttive regionali e differenziate la produzione edilizia andando oltre gli standard minimi e le soluzioni più uniformi
ricerca di un confort abitativo cercando di democratizzare e rendere accessibili a tutti alcuni standard della popolazione più ricca
sperimentazione nuovi spazi su tre principi insediativi: città continua, città nel verde e funzionalismo)
Vienna
Karl Marx Hof: crisi abitativa - Vienna rossa (partito social-democratico)
utilizzo tre strumenti cordinati
decreto requisizione alloggi (x fornirlo ai senza tetto)
leggi sul controllo degli affitti
piano quinquennale di edilizia residenziale (alloggi popolari)
Germania
edilizia pubblica
urbanistica funzionalista e razionalista: Berlin Briz e Francoforte (quartiere)
Olanda e Paesi Scandinavi
Grondal
architettura moderna e meno razionalista
approccio colloquiale e quotidiano
ambiti residenziali aperti verso il centro
Francia
quartieri pubblici: pavillions (tessuto di bassa densità)
Grand esembles: ripetizione, normalizzazione dello spazio abitativo, una storia
sociale ascendente di chi abita
Gran Bretagna
risanamenti tramite la tabula rasa dello slum (utilizzo edilizia multipiano pubblica)
costruzioni a filo strada con corti e giardini/parcheggi
inizio diffusione new towns
Italia
2 stagioni
pre 1WW e tra 1WW e la 2WW
poche realizzazioni di case popolari
realizzazione servizi fascismo
sperimentazione creazione nuovi quartieri
post 2 WW
programma INA-casa con prestito versato direttamente dagli operai
creazione alloggi sani e moderni in nuovi quartieri/nuclei urbani
ricostruire la città frammentata
tratti specifici del programma INA-casa
connotato di stampo keynesiano legato alla produzione con finalità di occupazione
pessimo inserimento nella città per mancanza di uno schema che inserisca le nuove costruzioni nel disegno di espansione (no coordinamento col verde e con l'offerta di attrezzature)
sperimentazione di principi insediativi e di soluzioni progettuali grazie al coinvolgimento di grandi progettisti, alla continua revisione dei progetti e anche all’utilizzo di manuali non vincolanti
legge 167/1962
pianificazione sviluppo edilizio con i piani di zona (vincolare porzioni di territorio per edilizia pubblica-popolare)
garantisce l'esproprio per pubblica utilità (acquisto e utilizzo per servizi)
finanziamento a rotazione: i comuni ottenendo terreni a basso prezzo li rivendono e utilizzano i soldi per costruire nuovi servizi