Nel diritto romano, il pater familias era il capo assoluto della famiglia ed esercitava la patria potestà su figli, moglie e discendenti. I suoi diritti comprendevano il controllo totale sui beni familiari, la scelta dell’educazione, il consenso ai matrimoni dei figli e, in età arcaica, anche il ius vitae ac necis (diritto di vita e di morte). Poteva inoltre riconoscere o rifiutare il neonato ed esercitare sanzioni disciplinari.
Accanto a questi poteri esistevano anche doveri, soprattutto di natura morale e sociale: mantenere i figli, educarli secondo il mos maiorum, garantire la continuità della gens e rappresentare la famiglia nella vita pubblica e religiosa. Con il tempo, soprattutto in età imperiale, il potere del pater familias venne progressivamente limitato dallo Stato, anticipando il passaggio da un’autorità assoluta a una funzione più orientata alla tutela dei figli.