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Tecniche e Modelli - Coggle Diagram
Tecniche e Modelli
7. COSA IMPARIAMO DAL COMPORTAMENTISMO
- Le risposte umane derivano da:
- riflessi innati,
- riflessi appresi (condizionamento classico),
- apprendimenti rinforzati (operante),
- relazioni tra eventi (processi cognitivi di base).
- La personalità deriva da:
- componente genetica (temperamento)
- componente appresa (carattere).
8. COMPORTAMENTISMO E PSICOTERAPIA
Assessment comportamentale
- Studia il comportamento come oggetto diretto, non come “segno” di processi interni.
- È continuo durante tutto il trattamento.
- Usa l’analisi funzionale, in particolare il modello SORC:
- S = Stimolo (antecedenti)
- O = Organismo (variabili biologiche, cognitive, psicologiche)
- R = Risposta (comportamento target)
- C = Conseguenze (ciò che mantiene il comportamento)
Strumenti
- interviste comportamentali,
- osservazione,
- automonitoraggio,
- role play,
- questionari e checklist.
9. BASELINE
- Misurazione iniziale di:
- intensità,
- frequenza,
- durata del sintomo,
- condizioni antecedenti e conseguenti.
- Monitoraggio:
- durante la terapia,
- fine trattamento,
- follow-up
10. CONCETTUALIZZAZIONE DEL CASO
- Formula le 4P (predisponenti, precipitanti, perpetuanti, protettivi).
- Include:
- storia del problema,
- fattori mantenenti,
- schemi personali,
- funzionamento generale.
Tre livelli:
- Livello del caso → quadro complessivo (schemi, storia, funzionamento).
- Livello del problema → fattori che favoriscono e mantengono il disturbo.
- Livello della situazione → analisi funzionale del singolo episodio (es. attacco di panico).
11. OBIETTIVI TERAPEUTICI
- Devono essere:
- specifici,
- condivisi col paziente,
- operazionalizzati.
- Si costruisce una gerarchia dei comportamenti da modificare.
- Si definiscono:
- numero di sedute,
- frequenza
- durata prevista della terapia.
PSICOTERAPIA COMPORTAMENTALE
1. Inizio della psicoterapia comportamentale
- Dopo assessment + formulazione del caso + definizione degli obiettivi.
- L’approccio comportamentale puro è ancora usato soprattutto nella disabilità.
- Nella CBT, la componente comportamentale è essenziale per:
- ridurre il disagio,
- modificare le componenti comportamentali della risposta disfunzionale.
2. Ruolo delle tecniche comportamentali
- Sono “tasselli” inseriti dentro un intervento CBT più ampio
- Raramente usate da sole: quasi sempre integrate con tecniche cognitive.
- Utili in:
- disturbi d’ansia,
- depressione,
- disturbi alimentari,
- disturbi da uso di sostanze.
3. Tecniche per ridurre l’attivazione fisiologica
a) Rilassamento muscolare progressivo di Jacobson
- Contrasta la tensione muscolare tipica dell’ansia.
- Aiuta a distinguere tensione vs rilassamento.
- Prevede sequenza tensione → rilassamento dei distretti muscolari.
- Può essere supportato da registrazioni; obiettivo = autonomia.
b) Tecnica del respiro lento
- Serve a prevenire l’iperventilazione, che amplifica i sintomi dell’ansia.
- Serve a prevenire l’iperventilazione, che amplifica i sintomi dell’ansia.
- Riduce:
- derealizzazione,
- depersonalizzazione,
- tachicardia,
- tremori, vertigini, oppressione.
- Interrompe il circolo vizioso che porta al panico.
4. Tecniche di esposizione
Obiettivi
- Esporre gradualmente il paziente agli stimoli temuti.
- Estinguere aspettative catastrofiche.
- Ridurre evitamento, ansia, risposte fisiologiche.
Integrate con
- Rilassamento + respiro lento.
- Ristrutturazione cognitiva (testare pensieri alternativi).
5. Modalità di esposizione
a) Desensibilizzazione sistematica
- Usa rilassamento + esposizione graduale.
- Può essere immaginativa o in vivo.
- Si procede dalle situazioni meno ansiogene alle più difficili.
b) Flooding
- Esposizione massiva, immediata.
- Richiede paziente altamente motivato, che tollera alta attivazione.
c) Esposizione graduale
- Serie di esercizi organizzati in gerarchia (dal lieve al grave).
- Deve essere: concreta, precisa, realistica, molto graduale.
- Considerare ed eliminare i fattori protettivi (comportamenti di sicurezza):
- ansiolitici “a portata di mano”,
- telefono per aiuto,
- alcol,
- accompagnatore,
- distrazioni.
6. Tecniche per l’insegnamento di abilità
a) Role playing
- Simulazione della situazione temuta.
- Può includere modeling: il terapeuta mostra un comportamento efficace.
b) Training delle abilità sociali
- Insegna abilità interpersonali mancanti:
- espressione emotiva,
- attenzione,
- regole sociali e culturali.
- Utile quando il disagio deriva da abilità non apprese.
7. Homework
- Compiti svolti tra una seduta e l’altra.
- Importanti in CBT e terapia comportamentale.
- Possono essere:
- cognitivi (analisi ABC),
- comportamentali (esposizioni).
- Discutiuto e rivisto in seduta.
8. Diari e pianificazione delle attività
Diari
- Paziente registra:
- umore,
- situazione,
- orario,
- relazioni,
- comportamenti.
- Fondamentali nel trattamento della depressione.
Pianificazione delle attività
- Serve a contrastare anedonia e ritiro.
- Prevede attività piacevoli e sociali programmabili.
- Obiettivo: migliorare tono dell’umore + interrompere pensieri negativi.
9. Tecniche comportamentali in altri approcci
a) Terapia Razionale Emotiva (RET → REBT) – Albert Ellis
- Emozioni e pensieri sono intrecciati.
- Centralità delle idee irrazionali.
- Importanza degli esercizi comportamentali e delle esposizioni.
- “Non si cambia idea finché non si agisce diversamente”.
b) Schema Therapy
- Focus = schemi maladattivi precoci.
- Tecnica principale → imagery (esposizione immaginativa emotivamente intensa).
- Usa anche role playing e altre tecniche comportamentali.
- Obiettivo: apprendere modalità più adattive di soddisfare bisogni profondi.
c) DBT – Dialectical Behavior Therapy (Linehan)
- Per disturbo borderline e altri disturbi dell’impulsività.
- Comprende skill training:
- psicoeducazione sulle emozioni,
- regolazione emotiva,
- abilità sociali.
d) Mindfulness e ACT
- Esposizione non giudicante agli stimoli temuti.
- Riduzione evitamento.
- Strategia di accettazione + presenza mentale.
- Uso di tecniche comportamentali riformulate
TECNICHE DI INTERVENTO COMPORTAMENTALI
1. Comportamento Overt vs Covert
Comportamento Overt (osservabile)
- Comportamenti visibili e misurabili:
- muscolari (fuga, avvicinamento),
- muscolari (fuga, avvicinamento),
- ghiandolari (salivazione, secrezioni),
- neurofisiologici (tachicardia, tensione).
- Oggetto di studio del primo comportamentismo.
- Permetteva di verificare le relazioni stimolo → risposta.
Comportamento Covert (interno, non osservabile)
- Pensieri, emozioni, immagini mentali, reazioni interne.
- Considerati successivamente come comportamenti soggetti alle stesse leggi dell'apprendimento.
- Obiettivo: modificare risposte disfunzionali anche interne (es. paura).
- Etichette astratte (gelosia, egoismo…) vengono sostituite da comportamenti osservabili.
Uso terapeutico dei Covert
- Wolpe (anni ’60):
- uso dell’immaginazione,
- desensibilizzazione sistematica immaginativa,
- estinzione di pensieri e reazioni irrazionali.
- Modeling e participant modeling → anticipano Bandura e i neuroni specchio.
2. Evoluzione del comportamentismo
- Oggi pochi si definiscono "comportamentisti radicali".
- Approccio integrato con:
- neurologia,
- genetica,
- psicofarmacologia.
- Le tecniche comportamentali restano la base di molte psicoterapie moderne.
3. Rinforzo Positivo
Definizione
- Uno stimolo gratificante che aumenta la frequenza di un comportamento.
Esempi
- Lode, stipendio, promozione.
- Gioco d’azzardo (rinforzo intermittente).
- Sostanze stupefacenti:
- rinforzo rapido e potente,
- altamente agganciante.
Perché funziona
- Il soggetto privilegia la gratificazione immediata rispetto ai possibili effetti negativi futuri.
Obiettivo terapeutico
- Rinforzare comportamenti che:
- producono gratificazioni naturali,
- sono sostenibili e privi di effetti collaterali.
4. La scelta dei rinforzi (non universali)
- Ogni persona ha i propri rinforzatori.
- Esempi:
- Il cibo è avversativo per un'anoressica; la fame può essere gratificante.
- Caramella: rinforzo alimentare + premio + attenzione (aspetti cognitivi + comportamentali).
- Videogame come rinforzo negativo → evita i compiti.
Nei soggetti con autismo
- Difficile identificare rinforzi efficaci.
- Contatto fisico o prossimità possono essere avversativi
- Richiede lunga osservazione.
- Comportamento autolesionistico:
- può liberare endorfine (rinforzo interno),
- farmaci che bloccano gli oppiacei interni possono ridurlo.
5. Caratteristiche del rinforzo ideale
- Disponibile facilmente.
- Somministrabile subito dopo il comportamento
- Non induce sazietà rapida.
- Richiede poco tempo per essere consumato.
(Nota: Le droghe soddisfano molte di queste caratteristiche → forte potere di aggancio.)
6. Importanza delle lodi
- Le lodi sono più efficaci delle punizioni nel lungo periodo.
- Servono per rinforzare progressi e aumentare autoefficacia.
7. Meccanismo fisiologico della gratificazione
- Il rinforzo aumenta la dopamina nel nucleo accumbens.
- Accade con:
- successo scolastico,
- droga,
- amore corrisposto,
- premi.
- Esperimenti sui ratti:
- preferiscono l’auto-stimolazione del nucleo accumbens al cibo → rischio di “dipendenza”.
- Osservabile anche negli umani (es. slot machine).
TECNICHE DI INTERVENTO COMPORTAMENTALI
1. Rinforzo negativo
- Definizione: cessazione di uno stimolo sgradito → aumenta il comportamento che lo fa cessare.
- Esempi:
- Tossicodipendente che usa la sostanza per evitare l’astinenza.
- Azioni quotidiane per evitare fastidi (fare un piccolo sacrificio per evitare un problema maggiore).
- Piacere di entrare in casa calda quando fuori fa freddo.
2. La punizione
- Definizione: aggiunta di uno stimolo avversivo o rimozione di uno positivo → riduce il comportamento.
- Natura della punizione:
- Toccare una pentola calda → dolore.
- Troppi alcolici → malessere il giorno dopo
- Nella clinica:
- Usata raramente, poco efficace e piena di effetti collaterali.
- Preferiti:
- Estinzione (togliere i rinforzi che mantengono il comportamento).
- Rinforzo differenziale di comportamenti alternativi.
3. Tipi di rinforzo positivo
- Di consumo → cibo, bevande piacevoli.
- Dinamici → attività gradite (es. sport).
- Di manipolazione → usare oggetti nuovi (tablet, giochi).
- Di possesso → oggetti desiderati.
- Sociali → riconoscimento, premi, approvazione.
- Informazionali → vedere miglioramenti (es. correre più veloce di ieri).
4. Principio di Premack
- Un comportamento probabile e spontaneo può rinforzare un comportamento meno probabile.
- Utile soprattutto:
- con soggetti autistici,
- in casi complessi in cui è difficile trovare rinforzi efficaci.
5. Caratteristiche del rinforzo
- Può perdere efficacia per saziazione e aumentarla dopo deprivazione.
- Immediatezza fondamentale:
- La ricompensa entro 30 secondi è la più efficace.
- Slot machine e cocaina → estremamente rapide → molto aggancianti.
- Rinforzo ideale:
- disponibile subito,
- breve da consumare,
- non provoca sazietà,
- ha forte potere motivazionale.
6. Rinforzi e dipendenze
- Sostanze stupefacenti:
- risultati immediati e piacevoli,
- niente sazietà,
- astinenza rapida e dolorosa,
- la nuova dose elimina il disagio → rinforzo negativo.
- Prima esperienza a volte avversativa (vomito da eroina).
- Terapie avversative:
- es. Antabuse per l’alcol → crea nausea → elimina capacità rinforzante della sostanza.
- Sempre in progetti terapeutici complessi.
7. Rinforzi immediati e a lungo termine
- Alcuni obiettivi richiedono anni (laurea).
- Serve un mix di:
- rinforzi immediati → mantengono motivazione,
- rinforzi differiti → coerenti con valori e obiettivi.
- Tecniche consigliate:
- Premiarsi dopo piccoli compiti.
- Depennare attività concluse
8. Comportamenti regolati da contingenze e da regole
- Contingenze = rinforzi e punizioni.
- Regole = comportamenti guidati da valori o norme apprese.
- Entrambi determinano il comportamento umano
9. Insidie del rinforzo positivo
- Rinforzare involontariamente comportamenti indesiderati:
- bambino che fa capricci e ottiene dolci/attenzione,
- pazienti che minacciano suicidio per ottenere ascolto,
- falsi ricordi rinforzati da eccessiva attenzione terapeutica.
- Il rinforzo positivo può aumentare comportamenti disfunzionali se mal gestito.
10. Attenzione selettiva e rinforzo naturale
- L’attenzione dell’adulto/terapeuta è un potente rinforzatore.
- Rinforzi artificiali (caramelle, lodi continue) vanno gradualmente sostituiti con rinforzi naturali:
- soddisfazione personale,
- coerenza con i valori,
- autonomia.
11. Estinzione
- Cosa accade:
- sospensione del rinforzo → comportamento diminuisce fino a cessare.
- Esempi:
- ignorare i capricci → li riduce.
- Necessario:
- rinforzare comportamenti alternativi.
- Applicazione:
- es. alcolista: estinguere uso dell’alcol + proporre alternative piacevoli.
Insidie dell’estinzione
- Iniziale aumento del comportamento (es. aggressività/frustrazione).
- Esempio classico: macchinetta del caffè che “mangia la moneta”.
- Astinenza breve → aumenta drive e craving.
- Astinenza prolungata → estinzione del comportamento di ricerca
Rinforzo intermittente
- Condizione educativa incoerente → comportamento molto resistente all’estinzione.
- Effetti su relazioni e attaccamento (insicuro).
Contratti comportamentali
- Fondamentali per coerenza e collaborazione nel programma di estinzione.
Recupero spontaneo
- Ricomparsa temporanea del comportamento estinto.
- Se gestito rapidamente → estinzione stabile.
Errori nel programma
- Rischio di estinguere anche comportamenti positivi.
- Regressione possibile per riottenere attenzione.
- Necessità di:
- definire chiaramente il comportamento da estinguere,
- conoscere i suoi rinforzi.
12. Schemi di rinforzo
a) Rinforzo continuo
- Ogni comportamento adeguato → gratificazione.
- Utile nelle fasi iniziali di apprendimento.
- Non naturale, crea dipendenza dal terapeuta.
b) Rinforzo a ragione fissa
- Ricompensa ogni X risposte (es. ogni 4).
- Rapporto aumentato gradualmente.
- Se aumenta troppo rapidamente → vissuto come estinzione.
c) Rinforzo intermittente
- Naturale nella vita.
- Tipi:
- Rapporto fisso: premio ogni tot risposte.
- Rapporto variabile: premio irregolare → molto motivante (venditore, slot machine).
- Intervallo fisso: stipendio, pasti.
- Intervallo variabile: controllare mail, contratti a progetto.
- Durata fissa: pagato a ore.
- Durata variabile: accendere un fuoco sfregando legnetti.
Effetti
- Rapporto variabile = massimo potere motivante e rischio dipendenza.
- Lavori con rinforzi irregolari → molto stressanti (call center).