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CLINICA - Coggle Diagram
CLINICA
Le crisi parziali complesse (CPC), caratterizzate da compromissione dello stato di coscienza, si distinguono in crisi:
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Una volta formulata una diagnosi clinico-elettroencefalografica di epilessia, è fondamentale identificare il tipo specifico di epilessia
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Il terzo e il quarto gruppo comprendono, rispettivamente, le forme in cui non è possibile definire un’origine focale o
generalizzata e le sindromi speciali, che non rientrano tra le vere e proprie sindromi epilettiche.
Queste ultime includono le crisi occasionali e le convulsioni febbrili, che interessano circa il 3-5% dei bambini tra i 6 mesi e i 5 anni di età
Oltre alla classificazione delle sindromi epilettiche e delle epilessie, è necessario
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La sintomatologia delle crisi parziali varia in base alla sede cerebrale da cui origina la scarica epilettiforme:
può quindi assumere caratteristiche motorie, sensitive-sensoriali, visive, uditive o di
altro tipo, a seconda che la crisi si generi nelle aree motoria, parietale, occipitale, temporale, ecc
Le crisi parziali elementari o semplici (CPE), caratterizzate dall’assenza di alterazione della coscienza possono
manifestarsi con segni motori, somato-sensitivi, sensoriali, vegetativi o psichici. Durante tali episodi
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I sintomi somatosensitivi e sensoriali comprendono fenomeni parestesici (formicolii localizzati) o visivi
come la percezione di lampi di luce, flash, macchie scure o offuscamento visivo. Più
raramente si osservano crisi uditive, olfattive, gustative o vertiginose.
Infine, i fenomeni psichici, piuttosto rari, possono assumere forma affettiva (paura, collera),
cognitiva (sensazione di sogno o “stato sognante”) o dismnesica, come nel caso del déjà vu